Metropolis (1984) - musicato da Giorgio Moroder


Metropolis (Metropolis) è un film muto del 1927 considerato il capolavoro del regista austriaco Fritz Lang. È tra le opere simbolo del cinema espressionista ed è universalmente riconosciuto come modello di gran parte del cinema di fantascienza moderno, avendo ispirato pellicole quali Blade Runner e Brazil.
Ma non è di questo che vi voglio parlare, pur essendo le immagini le stesse.
E' il suo remake con sola aggiunta di musiche, operato nel 1984 da Giorgio Moroder, che mi colpì, allora tredicenne.
Ero divezzo di fantascienza oramai da molti anni, da quando nel '78, a sette anni, il nonno mi portò al cinema Eden, in pieno centro, adesso c'è il Brek, un fast food, a vedere Guerre Stellari, film che per altro marchiò per sempre il mio immaginario.
Dopo Guerre Stellari c'erano stati L'Impero colpisce ancora, Il ritorno dello Jedi, ma anche 2001 odissea nello spazio e 2010 odissea due.
Ma anche Alien, e i serial Spazio 1999 e Star Trek.
Eppure.
Metropolis, un film del '27.... cosa poteva darmi?
Molto. moltissimo.
A cominciare dal cartellone di presentazione, ove un automa androgino in primo piano è quasi soverchiato da uno scorcio di una folle città del futuro, a sua volta sovrastata da una archetipica torre nera con accenni di guglie, quasi a castello medievaleggiante, che si perdono in un cielo ancora più oscuro.
Non era la fantascienza a cui ero abituato io, all'ammeregana, eroica e drammatica, ma anche fracassona e di roboanti colori e mostriciattoli.
Era un film che parlava anche di società, di chi sta sopra e di chi sta sotto (Jodorowsky e Moebius e la saga dell'Incal?), di giustizia, di amore, di politica, di ribellione, di robotica antropomorfa, di Frankenstein, di dominare la morte con la vita artificiale, di ingannare l'amore con una bellezza metallica.
Il tutto mediato da quel cinema fortemente teatrale che è il muto, in cui le espressioni del volto e i gesti del corpo sono spinti al parossismo, ridicoli quasi, visti con gli occhi di oggi, e ci rimandano involontariamente più ad una certa filmografia comica piuttosto che drammatica.
Ma Fritz Lang incarna perfettamente l'espressionismo.
(wikipedia) "Espressionismo è un termine che può essere usato con vari significati. Nel senso più generico indica una tendenza dell'arte che porta a forzare parole o immagini verso un'espressività molto intensa, maggiore di quella naturale: in questo senso ogni forma artistica, in quanto interpretazione della realtà, può essere "espressionista".
Con Espressionismo si intende anche un movimento artistico ben preciso, quello fiorito in Germania all'inizio del Novecento, che trovò un grande riscontro artistico inizialmente nella pittura, poi anche nella letteratura, nel teatro, nella musica e nel cinema. Il movimento assunse una sua fisionomia precisa tra il 1910 ed il 1924. Le sue caratteristiche essenziali erano una forte distorsione del segno (sia esso la frase poetica, la linea pittorica, il gesto teatrale o l'inquadratura cinematografica), un "grido anarchico" (Unschrei) che rompeva gli schemi dell'arte tradizionale. "
Il film, di primo acchito pesantissimo per tematiche, scenografie e montaggio, viene miracolosamente alleggerito e sofisticatamente ritmato dai brani raccolti da Giorgio Moroder, i quali magistralmente avviluppati attorno al pathos che promana dalla pellicola ne determinano una inattesa fruibilità anche per un imberbe com'ero io.
Fu la miscela di musica e immagini veramente d'avanguardia che mi colpirono.
Lang era avanti realmente di 100 anni rispetto agli artisti suoi coevi.
Il robot Maria non è altro che R2D2 di George Lucas, la città anticipa lo scenario che sarà di Blade Runner, e diecine di altri dettagli sono rinvenibili in altrettante opere di fantasia del nostro recente passato.

In una notte di mezza estate lo si può vedere senza drammi :-)


Ecco tre brani che mi colpirono oltre il lecito.






Commenti

  1. Minkia, il Carcamagno ci ha messo 9 mesi, ma in compenso ha partorito un capolavoro ... e non è la corazzata ... per ora l'abbiamo scampata ... ;-))

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  2. solo adesso riesco ad esprimere tutta la mia commozione per questo film e per l'ottimo post del carca che si fa aspettare ma poi riesce a trovare sfumature espressive che solo i
    poeti e letterati come lui oltre ai
    santi e navigatori del web riescono a dare a uno scritto
    mi aspetto come minimo M il mostro di dusseldorf e magari il WC del dottor calligaris ...
    eheheh

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  3. la prossima volta si vira di brutto... un salvatores/abatantuono oppure un fantozzi o n leone, ma probabilmente Milano calibro 9...:-)

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