L'ultima carrozzella


L'ultima carrozzella
A ntonio Urbani detto Toto, è un vetturino romano che con la sua cavalla, "Lampo", che ama come una figlia, trasporta ancora i passeggeri come si faceva un tempo anche se ormai l'avvento dei motori ha trasformato molti di loro in tassisti, come quel Pasquale Pinelli, un tempo suo collega e oggi odiato tassinaro. Proprio uno di questi infernali mezzi a motore, rimasto senza benzina, rischia di lasciare per strada la canzonettista  Mary Dunchetti che deve urgentemente recarsi in stazione per prendere il treno per Civitavecchia dove ha appena avuto un ricco ingaggio. Per cui passando di lì Toto, viene fermato e la donna caricata di forza a bordo con i bagagli anche se il nostro era sulla strada di casa. A nulla valgono le sue proteste e le violente insistenze verbali della donna per cui la porta in stazione anche nella speranza di non sentirla più blaterare. Tornando a casa si accorge che la donna ha lasciato in carrozza una valigetta e infatti la vediamo strillare sul treno che le manca proprio la valigetta con i "gioielli". Toto pensa di fare tappa in questura per consegnare il bagaglio smarrito ma viene malauguratamente investito da un tassinaro che guarda a caso è figlio del suo odiato rivale Pinelli. Questi lo porta a braccia a casa e lo depone direttamente sul letto dove l'uomo in preda a lamenti chiede una visita medica d'urgenza. Il giovane investitore Roberto, nonostante le sue premure, viene fatto allontanare dalla casa e Toto allora confida di stare benissimo e di voler inscenare chissà quali danni per estorcere un ricco indennizzo alla loro assicurazione, così imparano quei traditori dell'antico mestiere di vetturino. Roberto frequenta Nannarella, figlia di Toto, aspettandola fuori dalla fabbrica dove lavora per sapere come sta suo padre e anche perché ne è innamorato anche se la ragazza è stata severamente ammonita dal padre di non frequentare quella gente. Fatto sta che un annuncio sul giornale promette una forte ricompensa al vetturino che riconsegnerà la valigetta smarrita il tal giorno sulla sua vettura. Toto si ricorda della valigetta e che il vetturino in questione è proprio lui, pertanto la porta alla Pensione Flora come spiegato nell'annuncio. Qui la proprietaria riesce ad aprirla grazie all'aiuto di uno dei suoi ospiti, Valentino Doriani, tutti appartenenti al mondo dello spettacolo e del varietà e secondo istruzioni impartite dalla cantante in tournée a Civitavecchia. In effetti c'è un anello per cui viene pagata la ricompensa e Toto, ascoltando il Doriani, va all'ippodromo per giocare quella somma, lui che non lo aveva mai fatto, sulle corse dei cavalli. Per errore gioca un cavallo diverso da quello "sicuro" del Doriani e invece vince una grossa somma per cui festeggia con lo squattrinato artista e poi con tutti quelli dell'osteria portandoci pure sua moglie Adele. Ma qualche giorno dopo, viene portato in commissariato e successivamente arrestato per aver sostituito un diamante con una volgare imitazione e dietro a denuncia dettagliata della Mary Dunchetti appena rientrata a Roma. Su di lui anche i gravi indizi dei tanti soldi spesi, gran parte dei quali sono stati sequestrati dalla polizia. Non riesce nemmeno a dimostrare la vincita all'ippodromo in quanto non riscossa personalmente per cui finisce in prigione in attesa di processo. Durante il dibattimento in tanti suoi amici si prodigano per testimoniare l'assoluta onestà dell'uomo, ma gli indizi sono contro di lui fino a quella che sembra ormai una condanna certa. Ma quando la Dunchetti afferma di aver ricevuto quel gioiello da un ammiratore in una occasione bel circostanziata, ecco che il Doriani ricorda improvvisamente sia il luogo che la persona. Facendosi portare a tutta velocità da Roberto col suo taxi, riesce a trovare la persona e precipitarsi di nuovo in tribunale poco prima della sentenza. Quell'uomo aveva donato quell'anello che era nient'altro che un volgare oggetto di bigiotteria pagato 180 lire e fatto passare per diamante all'ingorda canzonettista, consentendo perciò l'immediata scarcerazione del buon Toto. Riconoscente si riappacifica con i Pinelli e consente a sua figlia di sedersi davanti, vicino a Roberto, nel taxi che li riporterà tutti a casa.
Divertente commedia del periodo bellico con Aldo Fabrizi che cura anche soggetto e sceneggiatura attorniato da grandi comprimari e a tratti dalla straordinaria Anna Magnani, icona femminile del nostro cinema, qui nei panni di sciantosa a lei tanto familiari sullo schermo. E' anche l'occasione per rivedere pezzi di Roma ancora intatti prima del grande bombardamento che avverrà poco dopo e che causerà molte vittime, circa tre mila tra la popolazione e ingenti danni materiali. Ecco quindi che gli scorci suggestivi che si possono ammirare in questo film sono veri e propri reperti da custodire nella memoria del nostro paese.


L'ultima carrozzella
Italia 1943
Regia: Mario Mattoli
Musiche Mario Ruccione
con
Aldo Fabrizi: Antonio Urbani detto Toto, il vetturino
Anna Magnani: Mary Dunchetti, la canzonettista
Anita Durante: Adele, moglie di Toto
Elide Spada: Nannarella, la figlia di Toto
Tino Scotti: Valentino Doriani, il comico
Enzo Fiermonte: Roberto Pinelli
Lauro Gazzolo: Andrea
Aristide Garbini: Pasquale Pinelli
Nando Bruno: Augusto Pallotta
Emilio Baldanello: Avvocato difensore
Marina Doge: Amica di Nannarella
Giulio Battiferri: Vetturino
Ciro Berardi: Oreste Nardi
Vittorio Cuomo: Filippo
Amleto Patroni: Pubblico Ministero
Paolo Ferrara: truffatore all'ippodromo
Giacinto Molteni: Pretore
Olga Solbelli: Padrona della pensione Flora
Greta Kaiser: Ivy, una ballerina
Carlo Iantaffi: Tassinaro
Pasqualino Fasciano: il detenuto alto
Oreste Fares: Medico
Leopoldo Valentini: Ottone Roncucci
Guido Verdiani: Commissario di P.S.
Mario Ruccione: Maestro di musica
Corrado Racca: Avvocato di parte civile

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