Il grido di guerra dei Sioux

Il grido di guerra dei Sioux
Uomo biondo .. Custer .. morto ... bufali tornati! Grande segno! Grande segno! ... eh ma questo è un altro film, esattamente "I Cavalieri del Nord Ovest". Anche qui ci troviamo all'indomani del massacro del 7° Cavalleggeri e il Capitano Tom York sta aggirandosi tra i miseri resti dei suoi commilitoni, mandato dal comando in ricognizione. Viene attaccato da alcuni Sioux nei pressi e deve difendersi prima di darsela a gambe e raggiungere il vicino villaggio di Deadwood. Qui allarma la popolazione circa la disfatta del Generale Custer e dell'imminente pericolo di un attacco cercando di farsi aiutare nel tentare di raggiungere il più vicino forte visto che il telegrafo è stato messo fuori uso per allertare i soldati. Ma creduto un disertore deve vedersela con alcuni facinorosi che solo grazie all'intervento dello sceriffo Wyatt vengono calmati e dissuasi dal volerlo impiccare. Lui lo conosce essendo suo amico e debbono crederlo piuttosto che considerarlo un vigliacco. Intanto la proprietaria del saloon, Dakota Lil, fa sapere che il suo defunto marito aveva acquistato due mitragliatrici Gatling con un socio che quando aveva cercato di rivenderle agli indiani aveva incontrato il suo fermo rifiuto. Per questo era stato ucciso anche se aveva fatto in tempo a nasconderle in un luogo sicuro che lei conosce. Potrebbero salvarli da un massiccio attacco indiano e dello stesso avviso sono gli abitanti impauriti di Deadwood che a loro volta le vorrebbero. York cerca di spiegare che non sarebbero sufficienti a respingere un attacco indiano e solo usandole con l'intervento dei soldati si può sperare nel successo. Ecco quindi che bisogna assolutamente cercare di trasportarle al forte più vicino superando gli sbarramenti e dopo aver eliminato i più facinorosi tra i cittadini che armi in pugno avevano cercato di impossessarsene. La cittadina è ovviamente circondata e bisogna perlustrare il punto dove tentare di passare. Poi, dopo averle accuratamente rimontate pezzo per pezzo, lui, lo sceriffo Wyatt e Columbus Smith, un altro volonteroso cittadino, partono alla volta del forte scontrandosi a più riprese con varie sentinelle poste lungo le piste. Fin quando si imbattono in un drappello di cavalleria in avanscoperta che, guidato dal Tenente Drake, si attesta su un'altura al di qua del fiume e con le due mitragliatrici riesce a respingere il massiccio attacco Sioux causando numerose perdite tra gli indiani che si ritirano. Questo consentirà l'arrivo dei rinforzi e la salvezza di Deadwood favorendo l'amore tra il coraggioso Capitano York e la risoluta Lil "Dakota" McCoy e le sue provvidenziali Gatling, senza le quali avrebbero tutti lasciato per sempre questa valle di lacrime senza capigliatura.
Discreto western diretto in quegli anni "a nastro" da R.G. Springsteen, un onesto artigiano del cinema, del quale abbiamo ultimamente postato Jonny Reno  e Waco, filmetti dal ritmo veloce, girati con taglio televisivo e con minimi cambi nel cast per mischiare le carte, senza tuttavia riuscirci.

Il grido di guerra dei Sioux

Red Tomahawk
Stati Uniti 1967
Regia: R.G. Springsteen
Musiche Jimmie Haskell
con
Howard Keel: Capitano Tom York
Joan Caulfield: Dakota Lil McCoy
Broderick Crawford: Columbus Smith
Scott Brady: Ep Wyatt
Wendell Corey: Sy Elkins
Richard Arlen: il telegrafista
Tom Drake: Bill Kane
Tracy Olsen: Sal
Ben Cooper: Tenente Drake
Don 'Red' Barry: Bly il disertore
Gerald Jann: Wu Sing
Dan White: Ned Crone
Henry Wills: Samuels

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