Vita da cani


Vita da cani
N ino Martoni è il capo comico di una modesta compagnia di avanspettacolo. Gira nelle sale di periferia in cerca di ingaggi da fame che lo costringono a barcamenarsi nella difficile Italia del dopo guerra. Perennemente affamato e senza soldi, contrae debiti ovunque e ogni volta deve trarsi d'impaccio aguzzando l'ingegno per turlupinare lo sventurato albergatore o ristoratore di turno che rimane con un conto non pagato ammontante ogni volta a diversi biglietti da mille. Come non bastasse anche la stizzosa prima donna della compagnia, Lucy Astrid, stanca di far la fame lo lascia con un palmo di naso compromettendo seriamente le sorti dello sgangherato sodalizio artistico. Per fortuna arriva Franca, donna in cerca di una nuova vita, stanca anch'essa del lavoro da operaia in una fabbrica del nord e in cerca di un riccone da sposare. E' stata presentata a Nino da Vera, una giovane soubrette che a sua volta soffre le pene d'amore per un giovane che non ha ancora l'età per sposarla. A loro si è aggiunta in modo rocambolesco in quanto ricercata dai carabinieri, la giovane Margherita che grazie alla bontà di Nino è riuscita a far perdere le tracce a quei militari che la debbono riportare al paesello dal quale è scappata non ancora maggiorenne. Lei si adatta alla vita misera della compagnia e siccome è dotata di grande bellezza, Nino, come fece a suo tempo con Lucy che l'ha abbandonato, scovata in una bottega dove faceva la commessa, decide di trasformarla in una nuova regina dell'avanspettacolo. Vede in lei oltre alle doti fisiche anche capacità canore naturali che di sicuro lavorandoci sopra verranno fuori con grande soddisfazione per tutti. Infatti dopo averle impostato voce e insegnato a muoversi sulla passerella, la ragazza ottiene un incredibile successo. Il nuovo nome d'arte Rita Buton viene stampato più grande di quello di Nino sulle locandine e ben presto arrivano importanti contratti e anche gli agognati quattrini. Nino si innamora di quella ragazza che a sua volta è attratta con un affetto forse dovuto al bene ricevuto da quell'uomo. Fatto sta che Nino non sa come dichiararsi e quando finalmente si decide a farlo comprandole un anello ecco che un imprevisto lo fa finire in prigione per qualche giorno, il tempo per saldare vecchi debiti contratti in giro per l'Italia denunciati dai creditori che oggi possono però essere tutti soddisfatti. Al rientro nel camerino scopre che Rita è stata contattata da un'altra importante compagnia che vuole scritturarla, ma da sola, senza la zavorra dei suoi compagni e di quel Nino ormai patetico e avanti negli anni. Lei rifiuta fermamente se non verranno scritturati anche i suoi amici in quanto ormai diventati una famiglia. Nino comprende che il suo amore può solo che danneggiarla in quanto troppo giovane per lui e così decide di cacciarla nonostante i pianti della ragazza che   non riesce a comprenderne le ragioni. Col cuore spezzato accetta l'ingaggio e in breve diventa una stella nazionale con Nino che di nascosto va a guardarla e a portarle fiori in maniera anonima. Ma è tempo di dare un rinnovato vigore alla sua compagnia che senza Rita è di nuovo alla fame. Ma Nino ha le spalle larghe ed è pronto a ripartire ... Nun te venga mai in mente de fà l'artista!
Tra commedia e dramma nella tormentata storia di amore tra Franca e un giovane e spiantato Marcello Mastrojanni (si la "J" appariva nei crediti al posto della “i”) al quale la giovane preferisce un riccone di aspetto orribile che la porterà al suicidio per quella maledetta scelta di rinunciare all'amore per il denaro e le agiatezze. Aldo Fabrizi in piena forma e in un ruolo a lui congeniale di burbero ma buono, sempre pronto ad aiutare il prossimo anche se per farlo si deve spesso arrabbiare. Tante comprimarie e la stupenda Gina nazionale per un film sull'avanspettacolo che tanto attirava il pubblico nelle sale in quegli anni. Tutte quelle gambe in bella mostra era quanto di più pruriginoso la società bigotta di allora poteva permettersi.


Vita da cani
Italia 1950
Regia: Mario Monicelli, Steno
Musiche Aldo Fabrizi, Nino Rota, Mario Ruccione
con
Aldo Fabrizi: Nino Martoni
Gina Lollobrigida: Margherita (in arte Rita Buton)
Delia Scala: Vera
Tamara Lees: Franca
Marcello Mastroianni: Carlo
Enzo Maggio: Gigetto
Nyta Dover: Lucy Astrid
Bruno Corelli: Dedè Moreno, il primo ballerino
Furlanetto: Borselli
Gianni Barrela: l'impresario
Michele Malaspina: il commendatore Cantelli
Aldo Giuffré: il barista (non accreditato)
Mariemma Bardi: sé stessa (non accreditata)
Tino Scotti: sé stesso (non accreditato)

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