La leggenda di Enea


La leggenda di Enea
N ella città di Troia il cavallo di legno, perfidia dei Greci, ha portato fuoco e morte. Nei bagliori delle fiamme inizia il lungo viaggio degli esuli guidati da Enea, estremo difensore della gloria troiana. Sette anni per terre e mari sconosciuti prima di approdare sui lidi inospitali e aspri d' Italia ...
nei pressi della foce del Tevere, stremati gli esuli Troiani si accampano per riprendere le forze quando Turno, Re dei Rutuli, fa loro visita trattandoli piuttosto male, al limite del disprezzo, nonostante Enea sia preceduto dalla fama delle sue gesta e atteso a corte dal Re del Lazio Latino. A questi Enea, accolto con tutti gli onori, anche in virtù di un'antica discendenza latina, quando il suo avo Dardano partì per fondare Troia, chiede quella terra in prossimità del mare per poter vivere finalmente in pace e lontano per sempre dagli orrori della guerra vissuta contro i Greci. La richiesta è accolta e Enea viene festeggiato da molti altri principi latini tra i quali anche Turno sembra essere diventato prodigo di elogi e buone maniere. In realtà studia un mezzo per liberarsi di una tribù ostile dedita all'allevamento del bestiame, aizzandone una mandria verso il campo troiano per sollevarli in armi contro e farli combattere e distruggere tra di loro. Non pago aizza alcuni troiani con l’inganno a cacciare inconsapevoli i cervi in un Bosco Sacro dove per difendersi uccideranno i custodi venendo poi accusarli di sacrilegio ed omicidio. Con la menzogna Turno riesce a sollevare i Latini contro i Troiani in una lunga guerra che vedrà molti coraggiosi perire da ambo le parti compresa la vergine Camilla, accorsa con la cavalleria Volsca a fianco di Turno solo perché gli Etruschi avevano preso le difese di Enea. Stanco di tanto sangue versato Enea si offre a Re Latino per risolvere la questione da uomo a uomo con Turno. Se perderà ha la promessa che gli Etruschi si ritireranno e se vincerà deporrà le armi ai suoi piedi in segno di amicizia e rispetto. Il Re non ha mai avuti dubbi sulla bontà ed onestà del suo cuore e accetta le condizioni con Turno che schiumante rabbia affronta l’indomani davanti al campo troiano il suo nemico. Enea vincerà il duello e si unirà con Lavinia, figlia del Re Latino dando origine, con suo figlio Julo alla gente Giulia e alla immensa civiltà romana che seguirà.
Seguito ideale di La Guerra di Troia  con lo stesso Steve Reeves protagonista, il film è un ottimo esempio del genere storico, peplum, mitologico, con tanti buoni interpreti, caratteristi e numerose scene di massa e combattimenti di pregevole fattura.


La leggenda di Enea
Italia 1962
Regia: Giorgio Rivalta
Musiche Giovanni Fusco
con
Steve Reeves: Enea
Carla Marlier: Lavinia, figlia di Re Latino
Gianni Garko: Turno Re dei Rutuli
Liana Orfei: Camilla Regina dei Volsci
Giacomo Rossi Stuart: Eurialo
Luciano Benetti: Sergeste
Mario Ferrari: Latino Re del Lazio
Lula Selli: Regina Amata sua moglie
Maurice Poli: Mesenzio
Enzo Fiermonte: Acate
Nerio Bernardi: Drance
Robert Bettoni: Pallante
Benito Stefanelli: Niso
Pietro Capanna: Bisia
Charles Band: Ascanio

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