L'uomo che visse nel futuro


L'uomo che visse nel futuro
G eorge, un inventore di straordinarie capacità, mostra agli esterrefatti amici la sua ultima creatura, un modellino di una macchina del tempo. E' l'ultimo dell'anno 1899, la vigilia del nuovo secolo e i presenti hanno fretta per ultimare i preparativi della ormai imminente festa. Azionato il modellino, questo scompare qualche secondo dopo lasciando i presenti sbalorditi e ancora di più quando George spiega loro che in realtà l’oggetto è ancora lì ma in un altro tempo riuscendo a muoversi nella quarta dimensione che è appunto quella del tempo. Pensando possa trattarsi di uno scherzo o di un trucco, tutti abbandonano frettolosamente salutando e augurando un buon anno meno il buon Filby, amico intimo di George, che vorrebbe invitarlo a casa sua per il cenone. Ma l'uomo preferisce restar solo e continuare i suoi esperimenti di persona sedendo per la prima volta su un modello di macchina del tempo a grandezza naturale e in grado di ospitare un pilota. Una leva permette di viaggiare in avanti o indietro nel tempo a seconda del verso in cui viene azionata ed essendo George curioso del futuro, spinge decisamente la leva in avanti. Dapprima avanzando piano nel tempo per poi fermarsi e constatare che per lui a bordo macchina eran passati pochi secondi mentre nella stanza era trascorsa già qualche ora stando all'orologio e alla candela ormai tutta consumata. Per sicurezza aveva raccomandato a Mrs. Watchett, la governante, di preparare una cena per gli stessi ospiti appena accomiatati per venerdì 5 gennaio prossimo, giorno nel quale prevedeva di rientrare e raccontare la sua esperienza agli amici. Ha inizio così il viaggio che vede una prima sosta nel 1917 in piena guerra mondiale e con l'amico Filby che è in realtà suo figlio, in divisa militare, che racconta allo stralunato passante che lo ha scambiato per suo padre, che egli è morto al fronte e che una tazza di tè, se vuole entrare, può gustarla. Ma George addolorato ritorna nella sua abitazione e punta ancora avanti soffermandosi brevemente nella seconda guerra mondiale per poi fermarsi un attimo nel 1966 dove ancora una volta il figlio del suo amico Filby lo invita a precipitarsi nel rifugio anti atomico nell'assordante frastuono delle sirene di allarme. Ricorda quello strano individuo visto anni prima, ma non è invecchiato per niente da quella volta, mentre lui fatica a muoversi e il tempo stringe con quel satellite nucleare che sta per colpirli. George riesce in tempo a ripartire per ritrovarsi sotto milioni di metri cubi di roccia lavica, sepolto da colate immense messe in moto dalla guerra nucleare. A tutta forza verso il futuro, George rivede la luce nel lontanissimo anno 802.701 dove la natura è di nuovo rigogliosa ed esseri umani sembrano vivere in una sorta di Paradiso Terrestre senza alcuna preoccupazione. Qui conosce la giovane Weena e comprende che le cose stanno assai peggio di quello che credeva. Questi umani sopravvissuti, detti Eloi, senza storia né cultura sono in pratica cibo, animali da pascolo di creature mostruose, i Morlock, che vivono nel sottosuolo e puntualmente li attirano con il suono di sirene che evidentemente ne ha condizionato il comportamento dopo secoli di guerre e allarmi per rifugi sotterranei. I Morlock non sopportano la luce diretta né quella del fuoco per cui George ne sfrutta i punti deboli per far risollevare gli Eloi dal loro stato di ebetismo riscattando così le sorti dell'umanità di quel futuro non certo prevedibile. Vorrebbe poi portare indietro nel suo tempo la sua Weena ma una colluttazione con alcuni Morlock superstiti gli fa avviare la macchina proiettandolo in un futuro ancora più remoto, per poi invertire la marcia e ritornare al 5 gennaio 1900, data prevista per la cena con i suoi amici, ai quali raccontare tutto trafelato la sua incredibile storia. Solo il fidato Filby gli crede dopo che gli altri se ne sono andati ancor più scettici, in quanto George si ritrova con sé uno strano fiore di una specie ancora sconosciuta ai suoi tempi, segno evidente che proviene da un'altra epoca. Ma dopo l'iniziale meraviglia nel tenere in mano e guardare quel fiore, Filby perde di vista George che rapido riparte con la sua macchina per andare incontro e forse per sempre alla bella Weena. Filby se ne capacita e raccomanda alla signora Watchett di chiudere bene tutte le porte perché il suo padrone starà fuori parecchio e in fondo "ha tutto il tempo che vuole".
Tratto dall'omonimo romanzo del popolare scrittore H. G. Wells è un capolavoro della fantascienza classica e il protagonista George altri non è che lo stesso autore Herbert George Wells, in perfetto stile eroe ed esploratore vittoriano dell'epoca, che nello scegliere come vita definitiva quel futuro, si premura di portarsi appresso tre libri con i quali ricominciare a civilizzare quella remota umanità e i cui titoli sono lasciati alla libera fantasia del lettore-spettaore. In fondo ognuno ha in sé il libro ideale che si porterebbe appresso in un isola deserta.


The Time Machine
UK, USA 1960
Regia: George Pal
Musiche Russell Garcia
con
Rod Taylor: George
Alan Young: David e James Filby
Yvette Mimieux: Weena
Sebastian Cabot: Dr. Philip Hillyer
Tom Helmore: Anthony Brindwell
Whit Bissell: Walter Kemp
Doris Lloyd: Mrs. Watchett

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