Il mio nome è Scopone e faccio sempre cappotto


Il mio nome è Scopone e faccio sempre cappotto
D allas, pistolero vagabondo libera il suo vecchio amico e lestofante Lumacone, da una brutta fine che avevano in serbo per lui i fratelli Maldonado per una questione di onore. Poi con lui si reca a Brownville dove entra in competizione con i fratelli Bright e con la banda di Rompi mano, nome quest'ultimo affibbiato ad un soggetto dalla presa fortissima e in grado di rompere la mano di chi incautamente gliel'avesse porta in segno di amicizia, come capita allo sprovveduto Lumacone che non ne conosceva le caratteristiche. Dallas invece che lo conosce bene lo mette subito in riga essendo molto più abile non solo con la pistola ma anche con le mani. Entrambe le bande sono in lizza per acquistare il ranch della bella Glenda Kelly alla quale è appena morto il padre e non essendo in grado di provvederne, vorrebbe cederlo anche se non a quei due. Dallas essendo un abile pistolero viene corteggiato da entrambi gli schieramenti per far fuori i rivali e il tutto a suon di bigliettoni. Ma anche lui ha le sue mire sul ranch e la vecchia miniera annessa, anche perché un tempo era di suo padre che la perse a poker con il defunto padre di Glenda. Dallas vanta una carta di suo padre con la quale il vecchio Kelly si impegnava a richiesta a dargli la rivincita a poker e mettendo sempre in palio la tenuta. Ora essendo entrambi morti non resta che giocarsela questa partita dai figli ancorché la bella Glenda sia del tutto digiuna col gioco delle carte e lo zio sceriffo poco propenso ad insegnarglielo, impegnato a scolarsi bottiglie da buon ubriacone. E poi c'è da liberarsi dei molesti pretendenti terzi e rivali tra loro, cosa che Dallas sa bene come portare a termine, ridicolizzandoli dopo averli fatti picchiare a vicenda e aver aggiunto il carico finale col compare Lumacone. Entrambi capiscono bene che non è nel loro modo di vivere quello di fermarsi perciò Glenda può stare tranquilla e godersi il suo ranch mentre i nostri, dopo aver messo in fuga per sempre gli avversari riprendono le loro peregrinazioni in giro per il polveroso West.
Spiace vedere due mostri sacri dello spaghetti western impegnati in questa pagliacciata senza senso dove alla trama scialba si aggiunge una recitazione goffa alla pari di scazzottate talmente finte da risultar ridicole. Spiace.

Dallas
Italia, Spagna 1975
Regia: Juan Bosch
Musiche Marcello Giombini
con

Anthony Steffen: Dallas
Fernando Sancho: Lumacone
Gillian Hills: Glenda Kelly
Ricardo Palacios: Rompi mano
Claudio Undari: Doug Bright
Furio Meniconi: sceriffo
Attilio Severini: Curt
Indio González: Logan
Juan Torres: Maldonado
Juan Miguel Solano: il terzo fratello Bright
Ricardo Moyán: Bart Bright
Sergio Doré: sceriffo
Fernando Palacios: Buster
e con
Karin Heske
Ralph Birks
Antonio Mayans
César Ojinaga
Ángel Aranda
Frank Braña

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