Il medico dei pazzi


Il medico dei pazzi
F elice Sciosciammocca, amatissimo sindaco di Roccasecca decide di scendere in città, a Napoli, per far visita a suo nipote Ciccillo da poco laureatosi in medicina. Questi tuttavia ha dato fondo a tutti i soldi ricevuti dallo zio in bagordi e non è ancora laureato anche se ha dato a intendere allo zio ben altro e che addirittura già gestisce una piccola clinica per malati mentali. Ecco quindi che alla notizia del suo arrivo, il giovane va in preda al panico cercando con l'amico fidato Michele di escogitare un piano che lo vedrà interpretare la parte del pazzo una volta arrivato lo zio. Ne servono però almeno una dozzina e la pensione Stella dove vive, a pensarci bene può procurarglieli tra i suoi bizzarri clienti e addirittura diventare la clinica da lui diretta con le dovute cautele e i mirati raggiri con i quali imbrogliare suo zio. Questi arrivato in carrozza con la moglie Concetta e la figlia Margherita, avuta dal precedente marito, viene ricevuto dal nipote con tutti gli onori e sistemato su consiglio dell'amico Michele presso la villa di un tale facoltoso in viaggio per alcune settimane. Subito lo zio viene portato a far visita a quella che astutamente viene presentata come clinica ma col nome di pensione per non turbare la suscettibilità dei pazienti ai quali, come conviene lo stesso zio, bisogna sempre dar ragione: "i pazzi non si debbono contraddire". Così viene presentato ai vari dimoranti, ognuno con le proprie fissazioni tali da sembrare effettivamente dei pazzi al buon Felice che interloquendo con parecchi di loro, innesca dei singolari e divertenti dialoghi dove l'equivoco regna sovrano. Avrà modo di confrontarsi con l'attore di teatro, il musicista fallito, la vedova inconsolabile e la coppia alle prese con tradimenti inventati fino al burbero ex colonnello convinto di essere oggetto di scherzi non graditi. Alla fine l'equivoco sarò chiarito e gli zii imporranno a Ciccillo di tornarsene a Roccasecca per sposarsi la cuginastra Margherita e mettere la testa a posto lontano dalle tentazioni della città. "Mai più a Napoli" è l'imperativo categorico di zia Concetta rivolto a tutti appena saliti sulla carrozza che li riporterà al paesello.
Tra i film più divertenti e strappa risate del grande Totò qui alle prese con grandi comprimari, alcuni tra i suoi più fidati, in una commedia degli equivoci semplicemente geniale e che sfida il tempo con la sua immutata freschezza.


Il medico dei pazzi
Italia 1954
Regia: Mario Mattoli
Musiche Pippo Barzizza
con
Totò: Felice Sciosciammocca, sindaco di Roccasecca
Tecla Scarano: Concetta, la moglie
Maria Pia Casilio: Margherita, la figlia
Aldo Giuffré: Ciccillo
Vittoria Crispo: Amalia, cameriera della pensione
Giacomo Furia: Michele
Nora Ricci: Rosina, figlia della signora Amalia
Mario Castellani: il signor Cristaldi
Franca Marzi: la signora Cristaldi
Amedeo Girard: don Carluccio
Carlo Ninchi: Otello, l'attore fratello di don Carluccio
Nerio Bernardi: il colonnello Pizzo Scevola
Ugo D'Alessio: il musicista
Pupella Maggio: la vedova
Anna Campori: Carmela, cameriera del Villino de Rosa
Diana Dei: prostituta in strada
Enzo Garinei: cameriere del bar
Gianni Partanna: medico del pronto soccorso
Nicola Maldacea junior: giardiniere del Villino de Rosa

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