Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick


Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick
N antucket, fiorente isola dello stato del Massachusetts dal cui porto salpano la maggior parte delle baleniere a caccia del pregiato olio che illumina case e città. E' qui che nel 1850 giunge Herman Melville, a secco di ispirazione per il suo nuovo romanzo e, affascinato dai racconti del naufragio della baleniera Essex, vuole farsi raccontare la storia da uno dei pochi sopravvissuti ancora in zona: Thomas Nickerson, all'epoca dei fatti poco più che ragazzo. Costui, chiuso in sé stesso non ha mai raccontato a nessuno quella terribile storia e affoga nell'alcool un malessere che gli rode l'anima e che solo una confessione completa può forse lenire. Ma è solo grazie alle decise insistenze di sua moglie che accetta di parlarne per la prima volta allo strano scrittore che gli si è presentato all'uscio in una notte fredda e piovosa di febbraio. I suoi soldi sono una manna per la misera esistenza che conducono e la donna è stavolta irremovibile con il burbero marito che è così costretto a vuotare il sacco e pulirsi la coscienza da abomini che commisero in quei tragici frangenti. La Essex baleniera appena riparata e rimessa in mare era stata  posta al comando del Capitano George Pollard, rampollo di famiglia di naviganti ma con pochissima esperienza, scontentando il primo ufficiale Owen Chase di ben altra modesta estrazione sociale ma con maggiori capacità e presa sull'equipaggio. Gli era stato promesso il comando di una nave ma questa volta doveva fare da balia al giovane rampollo e nel caso fosse tornato pieno di barili, avrebbe avuto la sua nave e stavolta con una promessa scritta. Ben presto la differenza sociale tra i due ufficiali viene a galla e i rapporti tra i due si incrinano ad inizio viaggio proseguendo anche dopo le prime catture di balene. Ma nel prosieguo del viaggio un evento imprevisto finirà per cementare la loro unione e quella del resto dell'equipaggio quando dovranno sopravvivere all'attacco di un terribile mostro marino, una enorme balena bianca dalle dimensioni e intelligenza mai viste. Segnalata durante uno scalo in un porto da un Capitano spagnolo rimasto senza un braccio dopo il suo incontro, si riteneva fosse invenzione di un ubriacone e invece lei era lì maestosa e violenta nello sferrare attacchi ripetuti alle lance calate per arpionare il branco di balene dal quale era emerso improvvisamente questo enorme esemplare. Come non bastasse si era accanita anche sulla nave rendendola in poco tempo un ammasso di legni aggrovigliati a sartiame dal quale saltare tutti sulle lance rimaste e cercando di portare quanti più viveri possibili. Inizia così un lungo periodo di stenti aggravato da un altro attacco della balena che continuava a seguirli  quando erano in vista di un'isola. Ripartiti dopo aver riparato alla meglio le scialuppe, hanno un ultimo incontro ravvicinato col mostro che sembra aver capito che ormai non c'è più speranza per quei miseri esseri per cui non infierisce e si allontana per sempre da loro. Ormai ridotti allo stremo e senza speranze dopo aver perfino praticato il cannibalismo "non si getta fuoribordo quello che può salvarti" due delle tre scialuppe vengono tratte in salvo in circostanze diverse e dopo un paio di mesi possono rientrare alla base. Il Capitano Pollard seguendo le istruzioni di suo padre e degli armatori vorrebbe dichiarare un diverso tipo di naufragio, come nave finita in secca piuttosto che affondata da una balena, per intascare i soldi delle assicurazioni e soprattutto non impaurire futuri equipaggi di un settore molto remunerativo come quello della caccia alle balene. Ma il suo vice Owen Chase è irremovibile e la verità viene a galla per parola dello stesso Pollard di fronte alla commissione giudicante. Il processo fu tuttavia una farsa per garantire le parti in causa con i maggiori interessi e Pollard riprese il mare per far poi una brutta fine, mentre Chase dopo aver cambiato zona ottenne il comando di una nave commerciale e continuò a solcare i mari da comandante e col ricordo sempre impresso di quell'enorme occhio che lo aveva guardato per l'ultima volta sfilando maestoso a bordo lancia, quando lui era ormai senza forze in mezzo al nulla dell'immenso Oceano Pacifico. Melville ha la sua storia, la signora  Nickerson i suoi soldi e il vecchio marito Thomas una coscienza finalmente liberata. Non tutto verrà raccontato di quella storia che dopo un anno vedrà la luce pubblicata col nome di Moby Dick.
Intenso, a tratti struggente è un film che riesce a prenderti dal primo fotogramma, forte di una rievocazione storica di paesaggi, costumi e materiali riportati in essere dalla magia della computer grafica alla quale affidarsi per dar vita a tutte le fantasie e dove proprio il cinema è quello a trarne i maggiori vantaggi. Basta pensare alla sola realizzazione del naufragio della Essex visto da sopra, di lato, da dentro e da sotto, nel suo intero svolgersi fin giù nel nero abisso mentre l'olio dei barili incendiato rischiara il tutto di una lugubre luce. Visivamente stupendo.


In the Heart of the Sea
Stati Uniti 2015
Regia: Ron Howard
Musiche Roque Baños
con
Chris Hemsworth: Owen Chase
Benjamin Walker: Capitano George Pollard Jr.
Cillian Murphy: Matthew Joy
Tom Holland: Thomas Nickerson ragazzo
Brendan Gleeson: Thomas Nickerson anziano
Michelle Fairley: sig.ra Nickerson
Ben Whishaw: Herman Melville
Gary Beadle: William Bond
Frank Dillane: Owen Coffin
Charlotte Riley: Peggy
Edward Ashley: Barzallai Ray
Martin Wilde: Benjamin Gardner
Donald Sumpter: Paul Mason
Joseph Mawle: Benjamin Lawrence
Brooke Dimmock: Phoebe Chase
Paul Anderson: Thomas Chappel
Andy Wareham: John Sanborn
Osy Ikhile: Richard Peterson
Jamie Sives: Isaac Cole
Morgan Chetcuti: Isaiah Sheppard
Richard Bremmer: Fuller
Luca Tosi: William Wright
Frans Huber: Joseph Nye
Jordi Mollà: Capitano spagnolo

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