Una pistola per cento bare


Una pistola per cento bare
J im Slade soldato sudista e obiettore di coscienza in quanto Testimone di Geova deve scontare un periodo di detenzione ai lavori forzati per essersi rifiutato di sparare al nemico. Buon per lui che la Guerra finisce e viene scarcerato per far ritorno a casa. Ma quando la trova saccheggiata e i suoi genitori trucidati, decide che è giunta l'ora di armarsi e farsi giustizia. Acquistata una colt e appresi i nomi della banda che imperversava in quella zona, inizia a vendicarsi uccidendo i primi tre dei quattro della lista. A Galveston poi, scopre che il quarto, Corbett sta cercando, con una grossa banda, di assaltare la locale banca per impossessarsi di un’ingente somma di denaro lì custodita. Il sindaco e i principali notabili cittadini visto il coraggio e l'abilità del giovane Jim nell'uso delle armi, lo pregano di assumere l'incarico di sceriffo reso vacante dopo che Corbett aveva ucciso il precedente. A dar man forte a Jim che accetta l'incarico, c'è il locale becchino, un vecchietto arzillo e per nulla intimorito dai banditi, oltre ad uno strano predicatore, un certo Douglas, giunto da poco in città. Corbett e i suoi tentano più volte invano di assaltare la banca oltre a cercare di eliminare Jim che a un certo punto si finge disgustato dal suo ruolo di difensore di una causa per una misera somma di denaro. Sarebbe disposto ad aiutare Corbett a ripulire la banca se in cambio gli promettesse la metà del bottino, cosa che il bandito è costretto ad accettare. In realtà Jim d'accordo con Douglas vuol farli cadere in trappola una volta in città. La trappola scatta e la banca esplode in mille pezzi al loro ingresso, con i pochi scampati che cadono sotto i colpi di tiratori già appostati. Corbett ferito sta per scappare ma Jim lo blocca e prima di ucciderlo gli spiega il perché. Al che l'uomo gli racconta che non era l'ultimo di quella banda che uccise i suoi genitori, perché ce n'era un altro, il loro capo, il più spietato, quel Douglas che aveva tradito lui e adesso anche Jim. Questi furibondo gli spara e subito dopo raggiunge Douglas nel vicino camposanto dove tentava di fuggire col bottino. "E' giunta l'ora di vedere chi di noi due è il più veloce", dice con voce beffarda Douglas, quasi subito soffocata dalle pallottole di Jim più lesto ad estrarre e far fuoco.
Buon western nazionale con gli esterni adeguati di Colmenar Viejo vicino a Madrid e un cast di altrettanta buona fattura, con tanti caratteristi spagnoli assai noti nei vari generi di pellicole commerciali del periodo al pari dei protagonisti tra i quali John Ireland nel remunerativo periodo italiano della sua carriera in prevalenza hollywoodiana.

Una pistola per cento bare


Una pistola per cento bare
Italia, Spagna 1968
Regia: Umberto Lenzi
Musiche Angelo Francesco Lavagnino
con
Peter Lee Lawrence: Jim Slade
John Ireland: Douglas
Gloria Osuna: Marjorie
Eduardo Fajardo: Chavel, uno dei pazzi
Raf Baldassarre: Verdugo
Piero Lulli: J. Texas Corbett
Franco Pesce: Ben, il becchino
Andrea Scotti: il maniscalco
Francesco Narducci: il barista
Giovanni Ivan Scratuglia: scagnozzo
Paola Natale: Elizabeth
Francisco Braña: Joe, il postiglione
non accreditati
Calisto Calisti: Cassidy
Víctor Israel: Barrett, uno dei pazzi
José Jaspe: David, un pazzo
Joaquín Parra: un pistolero
Giovanni Petrucci: Jeff Mortimer Logan
Alfonso Rojas: Percy
Julio Peña: il sindaco

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