A 30 milioni di km dalla Terra


A 30 milioni di km dalla Terra
I ntenti a tirar su le reti, un gruppo di pescatori al largo delle coste siciliane, non crede ai propri occhi quando vede precipitare un enorme razzo poco distante da loro. Un paio dei più coraggiosi raggiunge il relitto e prima di inabissarsi trae in salvo un paio di occupanti dopo averne constatato un terzo già morto. Dalle dimensioni dovrebbero essercene stati altri al suo interno e immediatamente le autorità italiane del vicino comune di Gerra, mettono in moto la macchina dei soccorsi coordinata dal Maggiore Generale McIntosh precipitatosi sul posto direttamente dagli Stati Uniti. Uno dei sopravvissuti affidato alle cure della "quasi dottoressa" Marisa Leonardo, unica sul posto a poter prestare soccorso medico, è il comandante dell'astronave  Colonnello Robert Calder. L'altro membro è deceduto dopo qualche ora e ripresosi, il colonnello è preoccupato per un contenitore che avevano a bordo e della massima importanza scientifica. Sono appena rientrati niente meno che da Venere dove hanno rinvenuto forme di vita aliena e portato con loro un campione di tale ignota specie. Ma un meteorite li ha colpiti al rientro nella nostra atmosfera e fatti precipitare. Il nonno di Marisa è un veterinario ambulante e il figlio di uno dei pescatori gli ha portato come fa di solito con conchiglie e altre specie marine, uno strano campione gelatinoso che il dottore vuole studiare pagando al ragazzo poche lire che lo stesso spende in giochi. Non sa che è la cosa per la quale sono scattate le ricerche e durante la notte, da quel bozzo gelatinoso esce una creatura simile ad un rettile preistorico ma di piccole dimensioni, tali che il dottore lo prende in mano e mette in una gabbietta con lo scopo di portarlo al Giardino zoologico di Roma per farlo studiare. Strada facendo con la nipote scopre che la creatura cresce a dismisura nel giro di poche ore e si è liberata nel bosco vicino. In spiaggia il bambino racconta che la cosa che stanno cercando lui l'ha trovata e consegnata al veterinario per cui si mettono tutti immediatamente sulle tracce dell'uomo. Raggiunto e scoperto che la creatura è fuggita si studia il mezzo per catturarla. Ricordandosi che su Venere queste creature erano sensibili alla corrente elettrica che le addormentava, decidono di calarle sopra per mezzo di elicotteri, una rete elettrificata per addormentarla. Presa e ammansita viene condotta a Roma dove nel Giardino zoologico viene mostrata a un campione di tre giornalisti scelti dalla stampa in rappresentanza del mondo intero. la creatura è tenuta in stato di sedazione con farmaci e soprattutto con una corrente elettrica di 1800 volt collegata ai suoi arti. Purtroppo per un problema alla linea elettrica, l'animale si desta e scappa mettendo in subbuglio lo zoo  e ingaggiando una furibonda lotta con un elefante, per poi gettarsi all'impazzata per le vie di Roma vanamente inseguita da polizia e militari. Stanata con bombe a mano dal Tevere dove si era tuffata, la bestia furente e impaurita dopo aver terrorizzato la popolazione viene uccisa mentre tenta di arrampicarsi sul Colosseo, ironia della sorte, teatro di tante altre fiere che prima di lei han fatto la medesima fine.
Da un progetto del mago Ray Harryhausen che qui si ritaglia un cameo nell'uomo che nutre l'elefante, nasce l'ennesimo divertente esempio di quel cinema di fantascienza in bianco e nero che impazzava in America negli anni '50 risultando altrettanto apprezzato in ogni altra parte del mondo. Col solito rudimentale, laboriosissimo e dispendioso in termini di tempo "passo uno" Ray Harryhausen da vita anche stavolta a una creatura dalle movenze molto fluide e dai sorprendenti riflessi, si ricordi della scena in cui è abbagliata dalla luce accesa da Marisa. Da ricordare anche il combattimento senza sbavature, direi quasi perfetto tra la bestia e l'elefante, scena che resta di diritto nella storia del cinema. E dulcis in fundo Roma protagonista come scenario dove la bestia si muove e quindi al di fuori del solito contesto cittadino americano, è senz'altro un aspetto da rimarcare ancorché lavoro di montaggio su riprese di esterni girate in altri tempi.


20 Million Miles to Earth
Stati Uniti 1957
Regia: Nathan Juran
Musiche Mischa Bakaleinikoff
con
William Hopper: Colonnello Robert Calder
Joan Taylor: Marisa Leonardo
Frank Puglia: Dottor Leonardo
John Zaremba: Dottor Judson Uhl
Thomas Browne Henry: Maggiore Generale McIntosh
Tito Vuolo: Sindaco e Commissario di Polizia Cola
Jan Arvan: sig. Contino
Arthur Space: Dottor Sharman
Bart Braverman: Pepe
non accreditati
Don Orlando: Maruzzo
George Khoury: Michele
Sid Cassel: contadino
Duke Fishman: pescatore

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