S.O.S. Naufragio nello spazio


S.O.S. Naufragio nello spazio
E xplorer Marte Uno in volo orbitale su Marte deve improvvisamente abbassarsi per evitare lo scontro con un asteroide con conseguente abbandono dell'astronave e atterraggio su due capsule di salvataggio. Il Colonnello Dan McReady si schianta e muore con la sua, dove a bordo c'era anche la scimmietta Marzia che invece sopravvive allo schianto. Distante, un paio di giorni dopo, l'altro pilota Kit Draper rinviene i resti del collega al quale dà sepoltura e la scimmietta che sembra poter respirare con meno fatica l'atmosfera rarefatta marziana. C'è poco da mangiare in tubetti recuperati dalla navicella e solo due bombole di ossigeno prossime all'esaurimento. In una grotta dove ha trovato rifugio, Kit scopre che bruciando delle strane pietre, queste avendo accumulato al loro interno ossigeno, lo rilasciano nell'ambiente consentendo a Kit di respirare e nei giorni seguenti di trovare il modo di ricaricare le bombole, oltre che riscaldarsi, e potere quindi continuare l'esplorazione del suolo marziano sperando anche di riuscire a contattare i soccorsi già peraltro allertati sulla Terra. Marzia poi, birichina e senza paura, durante le sue scorribande diurne, ha insospettito Kit che, vedendola senza sete né fame al rientro alla sera, la segue il giorno seguente e scopre che si reca in una grotta sotterranea dove la piccola si abbevera e mangia delle strane radici acquatiche. La sorpresa è grande e visti i tanti giorni passati a razionare cibo e acqua, Kit si lascia andare anche a un provvidenziale bagno. C'è acqua in abbondanza là sotto e le radici sono buone da mangiare. Ma la sorpresa maggiore avviene qualche giorno dopo quando un frastuono lo risveglia e lo fa uscire dalla grotta per scoprire astronavi aliene che bombardano il suolo poco distante da lì per estrarre minerali aiutati a terra da schiavi umanoidi. Uno di questi riesce a fuggire e si scontra con Kit che provvede a nasconderlo nella sua grotta. Non si riesce a comunicare granché ma l'umanoide ha con sé delle pillole che gli consentono di respirare l'aria marziana ma anche due bracciali che in qualche modo lo rendono rintracciabile dai suoi aguzzini alieni. Chiamato Venerdì da Kit che si sente in tutto e per tutto un novello Robinson Crusoe, questi riuscirà a salvarlo nel corso di una brutta tempesta di lapilli causata da un meteorite esploso nell'atmosfera, prima di essere a sua volta salvato, quando ormai gli alieni lo avevano di nuovo rintracciato, dai soccorsi giunti finalmente dalla Terra.
Buon esempio di cinema di fantascienza trasposto dal famoso romanzo di Daniel Defoe e girato in esterni con pochi mezzi nella mitica Death Valley o Valle della Morte a Zabriskie Point che Michelangelo Antonioni saprà rendere immortale pochi anni dopo col suo omonimo film sulla contestazione studentesca. Le astronavi aliene ricordano in maniera impressionante quelle dell'altro caposaldo del genere fantascienza di quegli anni: La Guerra dei Mondi. Per forza! 😅 Sono le stesse che verranno opportunamente riutilizzate.


Robinson Crusoe on Mars
Stati Uniti 1964
Regia: Byron Haskin
Musiche Van Cleave
con
Paul Mantee: Comandante Christopher "Kit" Draper
Victor Lundin: Venerdì
Adam West: Colonnello Dan McReady
La scimmietta Woolly: Marzia

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