Il pianeta fantasma


Il pianeta fantasma
A lla vigilia della spedizione umana su Marte, il Capitano Frank Chapman e il suo secondo, il navigatore Tenente Ray Makonnen, vengono mandati a bordo del Pegasus IV in missione di ricognizione dalla base spaziale posta sulla Luna. La navicella Pegasus III è scomparsa dai radar nel corso della precedente spedizione e si ipotizza una collisione con meteoriti o peggio qualche incontro con civiltà aliene ostili. Chapman è piuttosto contrariato di dover rimandare il suo viaggio su Marte per il quale si prepara ormai da tempo, ma gli ordini vanno eseguiti e dopo qualche ora di volo monotono e senza particolari sussulti, ecco improvvisamente un campo di asteroidi che recano alcuni seri danni all'astronave. Usciti per comprendere l'entità dei danni, i nostri vengono colpiti da minuscoli frammenti rocciosi ancora presenti in zona e il navigatore, dopo aver salvato il suo comandante, viene risucchiato nello spazio lontano dalla navicella. Chapman si risveglia in tempo per capire di essere attratto dalla gravità di uno sconosciuto e minuscolo pianeta. Sceso dalla navicella si accorge di essere circondato da piccolissimi individui del tutto simili agli umani. Ma uscendo dalla sua tuta spaziale ecco diventare subito della loro stessa stazza e facile preda da catturare. Condotto davanti al capo supremo Sessom comprende di trovarsi sul minuscolo pianeta Rheton e che non potrà più abbandonarlo per non rivelare la sua esistenza a possibili nemici come i Solariti che stanno dando loro la caccia per tutta la Galassia. Rheton infatti può essere guidato come un'astronave e dispone di sofisticata tecnologia militare oltre ad elevata civiltà. Chapman non vorrebbe restare ma non sa come fare per lasciare quel posto dove nel frattempo è insidiato sentimentalmente da Liara la giovane figlia del capo Sessom. Herrom, un alto funzionario è a sua volta innamorato della ragazza e vede in Chapman un avversario da eliminare, per cui lo affronta in un duello rituale previsto dalla loro società. Sconfitto viene però risparmiato e allora medita di aiutare il rivale ad abbandonare il pianeta per avere la bella Liara. Indossando di nuovo la sua tuta spaziale e respirando l'ossigeno terrestre il nostro potrà tornare delle sue dimensioni. Ma ecco arrivare i Solartiti che hanno rintracciato nuovamente il pianeta e stanno per sferrare un attacco massiccio. Bisogna restare uniti e sventare questa minaccia prima di pensare al ritorno tra i terrestri. La strategia difensiva ha successo e Chapman viene aiutato a ricongiungersi con i suoi di base sulla Luna, avvicinando opportunamente il pianeta a quel satellite. Zetha, la ragazza che aveva preso il suo cuore in luogo di Liara, sa che dovrà lasciarlo partire e gli lascia una pietra rhetoniana in suo ricordo. Quando si sveglia a bordo della nave terrestre mandata in suo soccorso, Chapman non ricorda più nulla ma quel sassolino in mano gli fa capire di non aver sognato.
William Marshall porta le avventure di Gulliver nello spazio e con pochi mezzi realizza un prodotto di sicuro divertimento per quegli anni dove da noi veniva proiettato nelle sale all'aperto delle calde serate estive. Una piccola curiosità è costituita dal solarita al cui interno si nasconde il gigantesco e futuro avversario, tra i tanti l’unico coi denti di acciaio, del mitico James Bond:  Richard Kiel. Si proprio lui all’esordio assoluto nel cinema seppur all’interno di un costume.


The Phantom Planet
Stati Uniti 1961
Regia: William Marshall
Musiche Leith Stevens
con
Dean Fredericks: Capitano Frank Chapman
Coleen Gray: Liara
Anthony Dexter: Herron
Francis X. Bushman: Sessom
Jimmy Weldon: Tenente Webb
Dolores Faith: Zetha
Richard Weber: Tenente Ray Makonnen
Al Jarvis: Eden
Dick Haynes: Colonnello Lansfield
Earl McDaniels: Capitano Leonard
Mike Marshall: Tenente White
Richard Kiel: il Solarita
Merissa Mathes: Juro

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