Tre pistole contro Cesare


Tre pistole contro Cesare
T re avventurieri giungono contemporaneamente in una vecchia miniera e si azzuffano subito l'un l'altro finché un crollo di parte dell'ingresso non li induce a mettersi in salvo. Hanno così modo di spiegarsi lo strano caso che li vede insieme in quel posto. Hanno ricevuto una lettera dove il loro padre, mai conosciuto peraltro, gli lascia in eredità quella miniera d'oro. Diversi tra loro, tanto che uno, Lester Koto, ha i tratti orientali del viso, non si capacitano di essere fratelli. Ma dopo il racconto di un vecchio collega e mittente delle lettere del loro padre, vengono a sapere che il vecchio di origini italiane, forse di Napoli, con il debole delle donne, li aveva concepiti con madri diverse, preoccupandosi però di lasciar loro quanto cercato duramente in vita. Solo che la miniera è praticamente senza un'oncia d'oro e per di più è stata presa con l'inganno da un boss del luogo che ha fatto uccidere il vecchio per impossessarsene. Fuller è il suo nome e si atteggia come il grande condottiero romano Giulio Cesare, attorniato da una guardia pretoriana e da numerose schiave in una villa fatta costruire sopra un' altura da dove dominare l'intera vallata. Un professore di lettere, dedito all'alcool, gli legge di continuo brani della vita del grande condottiero mentre lui si trastulla nell'enorme piscina riscaldata. Sa che i tre arrivati sono figli del vecchio Langdon e che questi ha resistito fino alla fine per non mollare quella miniera, per cui deve aver nascosto sicuramente dell'oro e forse i tre ragazzi sanno dove. Così incarica il suo fido Bronson di non perderli d'occhio per farsi condurre al nascondiglio. Questi ha già sperimentato di che pasta son fatti quei tre, perdendo numerosi uomini nel primo scontro. Selby infatti è un abile pistolero oltre che pieno di risorse ed armi modificate, come la colt a 4 canne o quelle che sparano anche dal calcio. Koto è un esperto in arti marziali orientali oltre che buon tiratore. Mentre Deveraux è un ipnotista in grado di soggiogare chiunque ai suoi ordini oltre che a sua volta buon tiratore. Così il folle Cesare si ritrova ben presto con i suoi uomini di nero vestiti a concimare il terreno tutto intorno alla sua dimore mentre sta per scoccare anche per lui l'ora fatale. Selby infatti lo raggiunge nei pressi della piscina e lo uccide dopo una violenta sparatoria. Cesare aveva ragione! Il vecchio aveva nascosto l'oro proprio nelle sponde del suo vecchio e malandato letto della bicocca dove abitava ed ora i tre fratelli, che nel frattempo si sono ricongiunti alla loro sorellina adottiva Mady, gradita sorpresa anche questa fatta loro da quel bizzarro padre, possono allegramente incamminarsi verso un futuro agiato.
Bizzarro anche questo esempio di spaghetti western che si avvale di ottimi e inusuali scenari algerini dove è stato girato e di un terzetto di improbabili protagonisti, ancor più marcato dalle loro particolari peculiarità, oltre che dalle armi singolari di cui dispongono. Aspetto questo che rende oggi il film un piccolo cult per gli amanti del genere western nostrano in generale e del trash in particolare. Infatti Enrico Maria Salerno è un "villain" di grande resa visiva che con quell'occhio, forse di vetro, è ancor più sinistro oltre che ben interpretato da quel grande attore che era. Resto del cast senz'altro buono come "buone" sono le nostra Delia Boccardo e la sensuale Femi Benussi entrambe all'esordio.


Tre pistole contro Cesare
Italia, Algeria 1966
Regia: Enzo Peri
Musiche Marcello Giombini
con
Thomas Hunter: Whitey Selby
James Shigeta: Lester Koto
Nadir Moretti: Etienne Devereaux
Enrico Maria Salerno: Giulio Cesare Fuller
Ferruccio De Ceresa: il professore
Delia Boccardo: Mady
Gianna Serra: Debbie
Femi Benussi: Tula
Umberto D’Orsi: Bronson
Vittorio Bonos: Stanford

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