Il massacro della Foresta Nera


Il massacro della Foresta Nera
A rminio, valido centurione al servizio del Console Aulo Cecina, nonostante abbia dimostrato valore e fedeltà in tante battaglie, è ancora inviso a qualche importante romano per via delle sue origini germaniche e quindi ancora barbaro agli occhi di molti. Questo lo induce a rompere i suoi rapporti con Aulo Cecina, del quale è tuttavia grande amico, per ritornare tra la sua gente, i Cherusci, mosso da crescente odio per i Romani. Qui ritrova la sua ragazza di un tempo, Tusnelda, figlia di un capo tribù fedele  a Roma e per questo fugge con lei contando di sollevare molte tribù contro l'oppressore che sta per spostare le sue legioni negli accampamenti invernali al comando di Publio Quintilio Varo. Arminio sa che solo l'unione può sconfiggere l'organizzazione militare romana e dopo aver radunato numerose tribù, escogita una trappola mortale per il nemico una volta saputo il percorso che Varo aveva scelto. L'imboscata avviene a Teutoburgo nelle paludi di un tratto della Foresta Nera e tre legioni con Varo in testa vengono completamente distrutte. La notizia getta Roma nello sconforto e toglie il sonno all'Imperatore Augusto che manda immediatamente Aulo Cecina e la sua legione a vendicare Varo. Arminio sorprende Aulo nei pressi di Teutoburgo, dove questi con una piccola scorta si era recato per rendere omaggio ai morti. Ma essendo legati da profonda amicizia, Arminio lo lascia libero intimandogli però di non attraversare più il Reno e lasciare lui e la sua gente liberi. Aulo tuttavia escogita un piano e attira Arminio in un tranello dove vendicherà i legionari uccisi, sterminando i barbari ribelli. Arminio e Tusnelda verranno liberati con la promessa che Roma non avrebbe più varcato i territori aldilà del Reno, concedendo a loro e alla loro gente di vivere finalmente liberi.
Buon esempio di peplum che non si preoccupa eccessivamente di seguire alla lettera i fatti storici, preferendo come di consueto inserire nella trama elementi atti a coinvolgere anche il pubblico femminile con intrecci amorosi e protagoniste di indiscussa bellezza come la nostra stupenda Antonella Lualdi. Altrettanto buone le scene di massa con cavalli e comparse alle quali difetta solo il vestiario, specie nelle fila germaniche. Alcune scene di battaglia vengono ripetute nel montaggio denotando una certa malcelata furbizia che anche ad occhio non particolarmente attento risalta. Ma erano periodi in cui i tempi erano strettissimi e i budget per la stragrande maggioranza di film nazionali estremamente risicati, le classiche nozze coi fichi secchi, riuscendo tuttavia a sfornare prodotti, come questo, di tutto rispetto.


Il massacro della Foresta Nera
Italia 1966
Regia: Ferdinando Baldi
Musiche Carlo Savina
con
Cameron Mitchell: Aulo Cecina
Antonella Lualdi: Tusnelda
Hans von Borsody: Arminio
Beba Loncar: Livia
Peter Carsten: Sigmund
e con
Remo De AngelisDieter Eppler
Aleksandar Gavric
Paul Windsor
Beli Bolin
Vladimir Medar

Commenti

Top Five della settimana

400 giorni - Simulazione spazio

Gli invincibili fratelli Maciste

Gianni & Pinotto - Africa strilla

La Pica sul Pacifico

O' Cangaceiro