I cinque della vendetta


I cinque della vendetta
J im Latimore, con le sue idee liberali, ha creato subbuglio a Rio Grande de la Frontera, dove nella sua fazenda tratta i peones molto meglio dei fratelli Gonzales, proprietari terrieri e confinanti con la sua tenuta. Da sempre questi hanno spadroneggiato nella regione e odiano Jim per le sue idee che stanno attecchendo e facendo proseliti anche tra i propri lavoranti costringendoli ad usare i tradizionali mezzi di coercizione che dopo la frusta prevedono la forca. Proprio durante l'esecuzione di un bracciante, Jim interviene e rischia di cadere nella trappola di Gonzales che ha piazzato i suoi uomini armati pronti ad intervenire in caso l'uomo mettesse mano alle armi. Ma notati i movimenti è costretto a desistere ed assistere impotente alla morte di quel poveretto. Ma la sua fine è rimandata di poco e Gonzales ordina a un tagliagole del posto, El Matanza, di assaltare la fattoria con i suoi uomini per non sporcarsi le mani di persona. Di notte Jim viene attaccato e nonostante una strenua resistenza, perisce sotto i colpi dei banditi. Sua moglie Rosaria, detestata in quanto cugina dei Gonzales si era sposata con quell'uomo, viene violentata e esiliata dal luogo, mentre il figlioletto di appena un anno è preso dai Gonzales per essere da loro allevato. Tempo dopo giungono in paese alcuni vecchi amici di Jim che appresa la notizia della sua morte intendono vendicarlo. Li guida John che nel saloon contatta Rosaria, costretta a fare la cameriera per sopravvivere e da lei ottiene tutte le informazioni necessarie per raggiungere la fattoria dei Gonzales. Con John arrivano alla spicciolata, Ramon il messicano, i pistoleri Alan e il giovane Dan e il mezzosangue Indios. Tipi che non passano inosservati tanto che qualcuno spiffera del loro arrivo i Gonzales che gli mandano incontro El Matanza e i suoi. Nonostante un primo smacco, i cinque grazie all'astuzia e all'abilità di Indios, riescono a piombare nella fattoria fortificata dei Gonzales e dare battaglia senza risparmiare sul piombo. Dei cinque solo Ramon perde la vita e mentre Dan è ferito, i restanti tre completano il lavoro. Indios si occupa del Matanza e lo finisce con un preciso lancio di coltello a conficcarsi nella sua gola. I tre fratelli Gonzales senza più copertura affrontano Alan e John finendo col viso nella polvere. Trattamento speciale per il maggiore e capo dei fratelli che John  cucina lentamente pallottola dopo pallottola finché il suo compare Alan interviene ponendo fine alle sofferenze dell'uomo. Rosaria riabbraccia suo figlio e forse con John, unico a restare, inizierà una nuova vita.
Semi sconosciuto ma ottimo esempio di western nostrano con una trama che si ispira o almeno ricorda i Magnifici sette anche se qui ovviamente i "nostri" sono in cinque. Buoni esterni spagnoli al pari degli interpreti che formano una ben assortita compagine italo-spagnola molto affiatata e popolare in quegli anni dove il genere spopolava nelle sale. Con nostalgia ne auspico un ritorno in luogo delle banalità prodotte con denaro pubblico che da decenni non riescono nemmeno a fare una settimana nelle sale, quando addirittura mai ci finiscono.


I cinque della vendetta
Italia 1966
Regia: Aldo Florio
Musiche Franco Salina
con
Guy Madison: John
Germano Longo: Jim Latimore
Monica Randall:    Rosaria Latimore
Vassili Karis: Dan
José Manuel Martín: Ramon
Giovanni Cianfriglia: Indios
Mariano Vidal Molina: Alan
Antonio Molino Rojo: El Matanza
Gianni Solaro, Evar Maran e Ferdinando Poggi: i fratelli Gonzalez
Silla Bettini: Miguel
Rossella Bergamonti: sorella dei Gonzalez
Giovanni Ivan Scratuglia: scagnozzo dei Gonzales

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