L'invasione dei mostri verdi


L'invasione dei mostri verdi 1963
U na immensa pioggia di meteoriti sta illuminando di vivaci colori la notte londinese esplodendo al contatto con l'atmosfera terrestre. Uno spettacolo mozzafiato che Bill Masen non può godersi essendo stato operato agli occhi e quindi impossibilitato da bende che gli verranno tolte l'indomani. Buon per lui che non ha guardato quel cielo a tratti abbagliante perché al suo risveglio la popolazione londinese è cieca e la città in pieno caos. Tolte le bende da solo, Bill si ritrova a vagare per la città dove i sopravvissuti brancolano disperatamente in cerca di chi li aiuti. Susan, una bambina scampata al deragliamento di un treno, è stata afferrata da un tale perché lei vede e costui vorrebbe farsi aiutare con la forza. Le sue grida richiamano Bill che la libera e viene a scoprire che la piccola era scappata da un college e si era rintanata nel bagagliaio del treno per cui non aveva visto il cielo e i suoi bagliori. Intanto dalla radio si apprende che non solo la situazione è disperata su tutto il pianeta, ma anche che con i meteoriti sono arrivati dei semi di strane piante carnivore, i Trifidi, in grado addirittura di sradicarsi dal terreno e muoversi autonomamente per cercare cibo che la povera gente cieca e indifesa fornisce loro in abbondanza. Qualcuno per i più svariati motivi si è salvato dalla cecità e sta organizzando in giro la raccolta dei profughi ancora in grado di provvedere a sé stessi. Bill, la piccola Susan e Christine, una donna che stava accudendo alcuni ciechi nella sua villa, si stanno dirigendo a Tolone dove sembra vi sia un centro di raccolta, ma giunti sul posto lo trovano distrutto e in rovina, per cui ripiegano per la Spagna dove ad Alicante una base navale americana sta ancora operando e via radio lancia periodici segnali. Le piante carnivore tra l'altro riescono perfino a rigenerarsi e nonostante siano colpite da proiettili o incendiate o cosparse di acido riescono a riprendersi e diffondersi rapidamente su tutto il pianeta. Lo hanno sperimentato una coppia di coniugi scienziati, Tom Goodwin e sua moglie Karen, che sono rimasti abbandonati su un faro dove conducevano i loro esperimenti. La piccola isola che li ospita è invasa dalle piante e per loro non c'è più scampo dopo che le medesime hanno sfondato le porte e sono all'interno del faro. Quando all'improvviso come ultima soluzione, Tom si attacca alla pompa antincendio azionata da acqua di mare e scopre che i maledetti Trifidi ne sono vulnerabili e si dissolvono lasciando per terra una maleodorante poltiglia verde del tutto innocua. E' la fine di un incubo e la notizia viene diffusa via radio per la controffensiva degli umani superstiti. Tra questi i nostri tre che hanno raggiunto Alicante e con tutti gli altri vanno a ringraziare il Padre Eterno nella locale chiesa.
Noto anche come Il giorno dei trifidi è tratto dal romanzo omonimo del 1951 di John Wyndham ed è un buon esempio di quella fantascienza che si vedeva volentieri nelle sale dei cinema all'aperto nella frescura delle serate estive di un tempo, dove noi ragazzetti andavamo rigorosamente muniti di golfino da mettere quasi sicuramente nel secondo tempo.


The Day of the Triffids
Regno Unito 1963
Regia: Steve Sekely
Musiche Ron Goodwin
con
Howard Keel: Bill Masen
Janina Faye: Susan
Nicole Maurey: Christine Durrant
Janette Scott: Karen Goodwin
Kieron Moore: Tom Goodwin
Mervyn Johns: Mr. Coker
Ewan Roberts: Dottor Soames
Alison Leggatt: Miss Coker
Geoffrey Matthews: Luis de la Vega
Gilgi Hauser: Teresa de la Vega
Carole Ann Ford: Bettina

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