Il giovane leone


Il giovane leone 1958
M ichelito Montero è un modesto impiegato di banca, mite e rotondetto per la sua ingordigia. E' oppresso da Liliana, una moglie ambiziosa alla quale non bastano mai i soldi che suo marito porta a casa, rimproverandolo anche per essere obeso e poco attraente. Anche il suo direttore Chauvet lo maltratta e non di meno i suoi colleghi e qualche cliente. Ma quel giorno in banca, arrivato pure tardi, dopo la sonora ramanzina del suo capo, sventa abilmente un tentativo di rapina, riempiendo la sacca del malvivente con le sue cibarie portate per la colazione invece dei soldi. Il direttore è stranamente felice di quella rapina perché stava meditando il suicidio per aver sottratto alla banca qualche milione di franchi, non più nascondibile in prossimità del resoconto e che adesso può addossare al bandito. Ma catturato subito dopo e riconosciuto per il suo inconfondibile parlare da balbuziente, egli rivela che non ha rubato niente e che nella sacca ci sono solo generi alimentari come appurato svuotandola sulla scrivania di Chauvet. Michelito conferma che è stata una sua idea e per questo avrebbe diritto a un premio o a un aumento così come spronato ogni giorno da sua moglie Liliana. Ma Chauvet continua il suo gioco e la polizia mette sotto torchio "tartaglia" per farsi svelare dove abbia nascosto il malloppo e se avesse avuto un complice. Non può essere che Michelito in combutta con lui, perché è stato visto in un lussuoso locale cenare a champagne e spendere una discreta somma. In realtà era stato uno svago preso dopo l'ennesimo litigio con Liliana che aveva finto di essere tornata da sua madre. Nel locale Michelito aveva cantato e le sue doti canore erano state notate dal proprietario e da un manager artistico, Nikita, che lo avevano messo sotto contratto e stavano per lanciare col nome d'arte di Moreno. Era così bravo che si prospettavano per lui soldi a palate mentre Liliana aveva deciso di lasciarlo perché ritenuto un inguaribile buono a nulla. Così mentre lui veniva pedinato e sospettato dalla polizia, lei se la faceva con Nando, un aitante istruttore di fitness italiano che sbarcava il lunario spacciandosi come vincitore del concorso Mister Costa Azzurra. Con uno stuolo di ricche, annoiate ed attempate signore, godeva dei loro favori sottoponendole ad esercizi fisici all'aria aperta sulla spiaggia della Croisette. Stanco di quelle "vecchiette" e credendosi un play boy si era buttato su Liliana a sua volta stanca del menage quotidiano con un incapace come suo marito. Ma Michelito ha successo e quando Liliana lo vede cantare in TV, abbandona lo spiantato Nando per tornare con lui. La polizia non lo sospetta più avendo catturato il direttore reo confesso e Nando ha perso pure i favori delle ricche signore furiose per averle abbandonate dietro ad una giovane. Così mentre Michelito, sempre mite e innamorato, può iniziare una nuova vita con la sua Liliana, al nostro povero Nando non resta che tornarsene in Italia a fare il bagnino in una colonia per bambini gestita dalle suore. Fine dei suoi sogni e di una bella commedia francese impreziosita dall'esuberanza del Nando nazionale, uno straordinario Alberto Sordi ai massimi livelli espressivi di quegli anni, per lui e per un certo cinema di svago, veramente d'oro. Da segnalare la straordinaria somiglianza del direttore di banca, l’attore Robert Arnoux, con Maurizio Coruzzi meglio noto come Platinette. Per la serie “separati alla nascita”.


Oh! Qué mambo
Francia 1958
Regia: John Berry
Musiche Guy Magenta
con
Alberto Sordi: Nando
Magali Noël: Liliana Montero
Darío Moreno: Michelito Montero
Robert Arnoux: Chauvet, il direttore di banca
Jean Poiret: ispettore Sapin
Michel Serrault: ispettore Vidalie
Lyla Rocco: Magda
Jean Parédès: Nikita
Paul Demange: il pellicciaio
Frédéric Duvallès: il signore di fretta
Jean Carmet: il bandito "tartaglia"

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