Lo smemorato di Collegno


Lo smemorato di Collegno 1962
P rivato della memoria un uomo vaga per Roma finché stanco si chiude in un bagno pubblico di Piazza di Spagna. Qui viene fatto uscire dal commissario dopo lunga trattativa e spiega di aver agito così perché non ricorda il suo nome e il suo passato ed è vestito con abiti militari tali da ipotizzare in lui un disperso della campagna di Russia. Richiamando a sé l'attenzione spera di finire sui giornali e di essere riconosciuto da qualcuno. Affidato alle cure del Dott.Prof. Ademaro Gioberti psichiatra di fama, è ricoverato nella sua clinica dove, grazie ad una foto sul giornale come aveva ipotizzato e sperato, viene riconosciuto dalla signora Linda Ballarini che lo indica come suo marito, disperso anni prima in Russia e lo porta con sé nella sua lussuosa casa. Secondo sua moglie e il suo amministratore Zannini, lui è l'ingegner Alberto, noto appaltatore e costruttore edile. Ma i suoi fratelli Giorgio e Francesco, non lo riconoscono affatto e lo citano in tribunale dove inizia la sua tragicomica avventura giudiziaria. Deve dimostrare di essere l'ing. Alberto, di non essere il marito di tale signora Polacich profuga da Pola e nemmeno padre del figlioletto che la donna insinua aver avuto da lui. E tanto per restare in allenamento, deve anche discolparsi dall'essere un pericoloso malvivente, così come paventato e denunciato da tale Fernando Meniconi suo complice in diversi furti di biciclette. Pur senza memoria il nostro uomo è padrone della situazione al punto che smonta ogni tesi o accusa rivelandosi al giudice per quel che è veramente; uno smemorato in cerca della sua identità e passato. Non è Alberto giacché una moglie vera non lo avrebbe relegato a dormire in salotto negandogli il talamo nuziale; eh mica so fesso! Non è complice del bandito, che approfittando della situazione e della sua posizione come ricco industriale, lo aveva ricattato vista la sua mancanza di ricordi. Anche questo capo d'accusa brillantemente smontato, non resta che chiarirsi con la donna, bisognosa di denaro e contattata dall'avvocato dei fratelli Ballerini per smontare la tesi della loro cognata e impossessarsi finalmente dell'eredità del loro fratello avviando la procedura definitiva di morte presunta che sua moglie aveva a lungo ostacolato. E' la stessa Polacich ad aspettarlo fuori dal carcere e scusarsi per la sua testimonianza, offrendosi di aiutarlo qualora ne avesse bisogno. Ma l'uomo ringrazia e si allontana in compagnia di un vecchio cane malandato e che forse l'ha riconosciuto, affidandosi a lui affinché lo porti finalmente a casa.
Un insolito Totò in un film tra il tragico e la commedia, dove la sua verve diverte ed ha momenti di grande comicità nei vari siparietti con i tanti ottimi comprimari a sua disposizione e pronti a reggergli il gioco. Ma una trama intrisa di mestizia ha la sua consistente parte in uno dei film più "strani" affidati al grande Totò, chiamato qui a unire la solita sagacia alla malinconia, la fierezza alla solitudine, dando prova di grandissime capacità recitative. Qualora ce ne fossero stati dubbi.


Lo smemorato di Collegno
Italia 1962
Regia: Sergio Corbucci
Musiche Piero Piccioni
con
Totò: lo smemorato
Nino Taranto: Dott.Prof. Ademaro Gioberti
Aroldo Tieri: Dott. Alessandro Zannini
Erminio Macario: Nicola Politi
Yvonne Sanson: Linda Ballarini
Mario Pisu
: Avvocato della signora Ballarini
Elvy Lissiak: signora Polacich
Riccardo Billi: Fernando Meniconi
Enrico Viarisio: Ministro
Franco Giacobini: giornalista
Gisella Sofio: giornalista milanese
Pietro Carloni: Francesco Ballerini
Mario Castellani: Giorgio Ballerini
Andrea Checchi: Avvocato Rossetti
Gianni Rizzo: ragioniere
Franco Ressel: agente pubblicitario
Antonio Acqua: Presidente del tribunale
Consalvo Dell'Arti: il maggiordomo Natale
Mimmo Poli: l'uomo panchina
Franco Volpi: pubblico ministero
Peppino De Martino: il commissario
apparizioni di
Sergio Corbucci nella sala d'attesa del Ministro
Bruno Corbucci che scende le scale del WC pubblico

Commenti

  1. Un film diverte, ma allo stesso tempo ricco di profondità. Totó mattatore assoluto.

    Imperdibile!

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