Due settimane in un'altra città


Due settimane in un'altra città 1962
J ack Andrews, un tempo grande attore, capace di vincere l'ambita statuetta dell'Oscar, è da qualche anno in cura presso una clinica specializzata per problemi di alcool e violenza incontrollata indotta. La sua è una crisi che poggia le radici sulla rottura del rapporto con la sua ex moglie Carlotta e verso colui che un tempo fu protagonista della sua carriera: il regista, amico  Maurice Kruger. Sua è la colpa della rottura con Carlotta per averci provato, come del resto ha sempre fatto con ogni attrice diretta sul set e causa questa di una grave crisi di rapporto a sua volta con la moglie Clara. Ma è proprio Kruger a mandare un telegramma dopo qualche anno a Jack, dove lo invita a prendere il primo aereo per Roma e raggiungerlo a Cinecittà dove sta lavorando ad un film che sarà un successo e che può consentirgli, non solo di tornare sul set, ma anche di guadagnare 5000 dollari per tre o quattro scene da girare. Solo un paio di settimane, anche per cambiare aria, cosa che trova il pieno appoggio del suo medico curante della clinica. Così parte per Roma dove le vecchie cicatrici sembrano riaprirsi d'improvviso tra lui e il regista, quando la parte per lui non è più disponibile, ma Kruger gli propone di dirigere il doppiaggio e di dare la solita sua impronta al film, cosa che sulle prime non lo alletta più di tanto ma che tuttavia accetta. Il produttore non intende concedere un solo giorno in più per le riprese e Jack si mette a lavorare di impegno anche se a complicare le cose si fa viva la sua ex moglie Carlotta che ha nel frattempo sposato un ricco armatore e vorrebbe riallacciare con lui il vecchio rapporto. Ma Jack è tutto casa e lavoro e anche qualche svago nella bella e giovane Veronica, ex ragazza di Davie Drew, l'attore principale del film. Il bel tenebroso che inizia a fare le bizze per questa situazione e senza contare la sua partner sul film, la bella Barzelli che a sua volta si crede una consumata diva. Jack ha il suo bel da fare a tenerli a freno e farli collaborare alla buona riuscita del film, perché Kruger ha avuto un grave malore ed è stato ricoverato, così che ora tocca a lui portare a termine nei tempi previsti il film. Riesce a finirlo e addirittura a fare alcuni rifacimenti di scene non ben riuscite, cosa questa che fa infuriare Kruger che, aizzato dalla moglie che lo induce a credere che Jack sta prendendosi i meriti del suo lavoro, lo caccia. Questo colpo lo getta nello sconforto più profondo e lo porta tra le braccia della sua ex moglie in un vortice di passione e alcol che preludono al suicidio se non riuscisse a rinsavire in extremis, conscio che può finalmente farcela anche senza Kruger e Carlotta, visto il buon risultato del suo lavoro a Cinecittà. Ha finalmente raggiunto la consapevolezza di quel che vale e in un nuovo campo come quello della regia e può continuare senz’altro la sua strada da solo.
Vincente Minnelli mette in scena il dietro le quinte del mondo del cinema, con le ingerenze dei produttori, le sfuriate degli attori e il contorno di miseria umana legata a quel mondo dorato in apparenza. Tra passioni, tradimenti, colpi bassi, millanteria e vanagloria c'è tutto il campionario dell'effimero e ovviamente una grande interpretazione di Kirk Douglas che ha appena compiuto 99 anni: Buon Compleanno Issur Danielovitch Demsky!


Two Weeks in Another Town
Stati Uniti, Italia 1962       
Regia: Vincente Minnelli
Musiche David Raksin
con
Kirk Douglas: Jack Andrews
Edward G. Robinson: Maurice Kruger
Cyd Charisse: Carlotta
Daliah Lavi: Veronica
George Hamilton: Davie Drew
Claire Trevor: Clara Kruger
James Gregory: Brad Byrd
Rosanna Schiaffino: Barzelli
Mino Doro: Tucino
Joanna Roos: Janet Bark
George Macready: Lew Jordan
Stefan Schnabel: Zeno
Vito Scotti: Assistente regista

Commenti

  1. film meno conosciuto ma di grande bellezza dove non solo si cimentano grandi attori ma si respira anche l'aria frizzante della Roma "hollywoodiana" meta di attori e registi d'oltre oceano a rendere omaggio a quella meravigliosa industria cinematografica che era allora Cinecittà. Da vedere senz'altro.

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