Dio li crea... Io li ammazzo!


Dio li crea io li ammazzo 1968
S lim Corbett, un cacciatore di taglie detto "il Californiano", viene ingaggiato dai notabili della cittadina di Wells, al confine con il Messico, per indagare su una rapina in banca costata la vita a due impiegati. Il giudice Kincaid si è fatto garante del soggetto, un pistolero senza scrupoli, ma adatto al tipo di lavoro che deve essere svolto in un paese dove la delinquenza sta aumentando vertiginosamente e dove lo sceriffo Lancaster non sembra idoneo a fermarla. in realtà lo sceriffo è anch'egli un pistolero e ben presto Slim, che nel frattempo ha accettato l'incarico, ne scopre le tresche con il ricco allevatore Rod Douglas. Ha indagato a fondo su tutti i possibili responsabili, includendo anche il giudice, e con l'aiuto di Job, un messicano che vive in paese di piccoli espedienti, ha visto lo sceriffo Lancaster rubare l'oro da un trasporto valori dopo aver ucciso gli uomini di scorta. Dean che nel frattempo ha speso i soldi del suo ricco ingaggio, in donne e bevute, ha anche sfoltito notevolmente il parco scagnozzi di quello che ormai sembra l'artefice di tutta la storia: il ricco Rod Douglas. Da lui si è recato lo sceriffo Lancaster dopo aver nascosto l'oro e da lui è stato ammazzato per non rischiare di venire un giorno denunciato. Poi ha portato il suo corpo sul luogo dell'assalto e quando Dean rivela tutto ciò che ha visto al giudice, ottiene di essere a sua volta incolpato per quella rapina, in quanto il suo responsabile, lo sceriffo Lancaster, giace tra i morti e quindi non corrisponde a quanto da lui denunciato. Tuttavia resta in prigione pochissimo perché il fido Job ha portato l'oro nascosto dallo sceriffo che lui aveva seguito di nascosto, al giudice Kincaid che ne dispone l'immediata scarcerazione. Dean adesso è l'unico che può fermare la furia di Douglas, dal momento che in paese può solo contare su anziani che non potranno evitare che venga raso al suolo dalla rabbia di quell'uomo ormai scoperto. E allora si reca lui nel suo ranch fortificato e con veloci incursioni a cavallo a più riprese elimina tutti gli uomini di Douglas arrivando a misurarsi con lui in un duello faccia a faccia finale che lo vedrà prevalere se pur ferito e sanguinante.
C'è lo zampino di Fernando Di Leo nella sceneggiatura e si vede dal risultato finale di buona qualità rispetto al panorama raffazzonato del genere prodotto "a nastro" in quegli anni. Unico neo perdonabile, per chi ama comunque il genere e ricorda quegli anni con nostalgia, è rappresentato dai pini romani ripresi in abbondanza in esterno, testimoni naturali di un paesaggio unico e inconfondibile. Per quanto riguarda gli interpreti quel Dean Reed suonava tanto pseudo di qualche attore nostrano, come del resto Peter Martell al posto del vero nome di Pietro Martellanza, e invece no. Era proprio americano e con una storia particolare di militante comunista che negli anni della guerra fredda ha fatto il percorso opposto, lasciando l'occidente per trasferirsi anima, soprattutto, e corpo oltre cortina. Prima in Unione Sovietica e poi, forse perché le sembrava poco “rigida”, nella impenetrabile DDR dove sembra abbia avuto un ruolo anche nella Stasi e dove, sembra ancora, si sia poi suicidato stando alle versioni ufficiali dell'epoca. Attore di bella presenza e cantante, rappresentò per il mondo comunista un valido strumento di propaganda atto a dimostrare che c'era gente disposta a fuggire dal capitalismo per approdare nel paradiso comunista. Strano ma vero e reperibile facilmente per approfondimenti online.


Dio li crea... Io li ammazzo!
Italia 1968
Regia: Paolo Bianchini
Musiche Marcello Gigante
con
Dean Reed: Slim Corbett, il californiano
Pietro Martellanza  (Peter Martell): Rod Douglas
Piero Lulli: Sceriffo Lancaster
Agnès Spaak: Dolores
Linda Veras: Susan
Ivano Staccioli: giudice Kincaid
Fidel Gonzáles: Job
Giovanni Ivan Scratuglia: scagnozzo
Piero Mazzinghi: Sindaco Toland
Bruno Arié. Dark
Rossella Bergamonti: Dolly
e con
Giuseppe Alizeri
Appio Cartei

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