Il tulipano nero


P ochi mesi prima della caduta della Bastiglia, la Francia è in pieno subbuglio. Moti popolari contro la nobiltà si stanno levando sempre più scatenando la repressione feroce della gendarmeria ma al tempo stesso alimentando le paure dei nobili, che cercano di mettersi in salvo prima che sia troppo tardi. Nella regione del Roussillon governata dal Marchese de Vigogne, una figura di ribelle, molto amata dal popolo per le sue imprese, è il famigerato Tulipano Nero. Agisce mascherato e deruba i ricchi di ogni avere oltre a tenere in continua apprensione gli amministratori della zona. Tra questi, il più vessato e deriso è il capo della polizia, il Barone La Mouche, ritenuto dal governatore un incapace visto che si lascia continuamente sfuggire il pericoloso bandito. In realtà il nero ardimentoso non è altri che Guillaume de Saint-Preux, il giovane rampollo di una casata nobile locale, che si prende gioco non solo del Barone La Mouche, che peraltro nutre alcuni sospetti su di lui, ma anche del Governatore stesso, impalmando la moglie, la Marchesa Catherine de Vigogne che col suo Salottino Rosso usato a mo' di accogliente alcova è sulla bocca dell'intera popolazione. La Mouche tuttavia riesce a tendere una trappola al Tulipano Nero, che riesce ad evitarla ma viene sfregiato al volto da un colpo di spada. Questo gli impedisce di partecipare ad una importante riunione al palazzo del Governatore per non essere scoperto. Così ricorre a suo fratello Julien, fuori per studi, che gli somiglia in maniera impressionante anche se non è abile come lui nelle arti militari. Condivide la sua lotta e si dice pronto a prenderne il posto a palazzo e nel letto della Marchesa. Il giovane riesce perfettamente a recitare la parte del fratello e il povero La Mouche deve per forza abbandonare i suoi sospetti su di lui, in quanto perfettamente liscio in viso. Julien diventa in breve tempo Guillaume, che nel frattempo scopre essere soltanto un volgare ladro invece del rivoluzionario idealista che lui pensava e idolatrava. Per cui con l'aiuto della bella Carò e di suo padre Plantin, ex militare ed ora rivoluzionario, continua con le imprese del Tulipano Nero, sostituendosi al fratello  rivelandosi ai ribelli e divenendone il capo. Riesce a sventare con un abile stratagemma l'avanzata del Principe Alexandre de Grassillac de Morvan-Lohro verso Parigi con la sua armata di mercenari e questo consentirà la presa della Bastiglia in quella città e l'inizio dei moti rivoluzionari, che altrimenti sarebbero stati soffocati sul nascere dalle milizie del Grassillac. Ma Julien cade prigioniero del Barone La Mouche e viene condannato all'impiccagione, cosa che avverrebbe se suo fratello Guillaume non intervenisse per liberarlo sacrificando la sua vita per lui. Ma la rivoluzione è ormai inarrestabile e per la nobiltà ancora in vita non resta che la fuga tra il tripudio popolare specie quello di Caroline che abbraccia il suo Guillaume senza sapere che è in realtà Julien suo fratello. Cosà che sa perfettamente Voltaire il formidabile cavallo del Tulipano Nero, ma sa solo ridere della cosa e non parlare nel finale di questo divertente film.
Occasione propizia per festeggiare Alain Delon per i suoi 80 anni appena compiuti e per ricordare la nostra stupenda Virna Lisi. Qui giovanissimi lui 29 e lei 28 formano una coppia delle più belle mai viste sullo schermo. Il film, tratto da un romanzo di Alexandre Dumas padre, fila via veloce con buone scene d'azione, interni ed esterni curati, come pure i costumi.
La Tulipe noire
Francia, Italia, Spagna 1964
   
Regia: Christian-Jaque
Musiche Gerard Calvi
con
Alain Delon: Guillaume e Julien de Saint-Preux
Virna Lisi: Caroline Plantin
Dawn Addams: Marchesa Catherine de Vigogne
Akim Tamiroff: Marchese de Vigogne
Adolfo Marsillach: Barone La Mouche
Francis Blanche: Plantin
José Jaspe: Brignon
Laura Valenzuela: Lisette
Robert Manuel: Principe Alexandre de Grassillac de Morvan-Lohro
George Rigaud: Intendente Generale


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