Atollo K


Atollo K 1951
R icevuta una cospicua eredità da un parente francese, i nostri se la vedono depauperata da tasse e balzelli di ogni genere. Ma se da un lato il denaro è quasi del tutto finito nella mani dell'erario, ai nostri restano uno yacht e un'isoletta sperduta nel Pacifico. Decisi a raggiungerla via mare vengono raggirati dall'autorità portuale circa le capacità di motorista provetto di un tale di nome Antonio che ben lieti accolgono a bordo. In realtà questi non è altro che un apolide che tenta in ogni modo di sbarcare clandestinamente nei porti e sempre scoperto viene rispedito al mittente. Stavolta è toccato ai nostri buontemponi che tuttavia durante il viaggio potranno apprezzarne le doti culinarie visto che il suo vero mestiere è quello del cuoco. A bordo faranno anche la scoperta di un clandestino italiano di nome Giovanni e non avranno nemmeno il tempo di affrontare la questione che una violenta burrasca li fa incagliare in un isola vulcanica emersa improvvisamente dopo una violenta eruzione. Qui i nostri naufraghi iniziano a convivere ispirandosi a Robinson Crusoe, battezzando l'isola col nome di Crusoelandia, dotandola di una Costituzione che non prevede leggi né tasse e un presidente nel bonario Ollio. La comunità internazionale si rende ben presto conto che l'isola contiene un enorme giacimento di uranio e visto che non sono previsti passaporti né limitazioni di alcun tipo, inizia subito a popolarsi di gente da ogni parte del mondo in cerca di fortuna e ben presto i nostri vengono sopraffatti e condannati a morte per tradimento da una violenta fazione che ha preso in poco tempo il potere. Fortuna vuole che Cherie Lamour, una cantante di cabaret, in rotta col fidanzato, un tenente di marina, approdata sull'isola e subito diventata amica dei quattro, non li aiuti a salvarsi, chiamando via radio il suo fidanzato che prontamente arriva con la sua nave subito dopo che uno sconvolgimento tellurico abbia fatto sprofondare nell'oceano la giovane isola. Raccolti sul patibolo divenuto una provvidenziale zattera, i nostri si dividono e ognuno per la sua strada. Antonio sbranato da un leone nella cui gabbia aveva cercato l'ennesimo porto dove sbarcare, Giovanni a tirar su recinzioni nella natia Italia e i nostri due amici finalmente raggiungere l'isola ereditata. Solo che anche qui la solerte e inesorabile legge fiscale è ad attenderli.
Pur divertente è l'ultimo film della celebre coppia e forse per questo il più triste, con i nostri alle prese con evidenti problemi di salute, specie Stanlio che colpito da una grave forma di dissenteria appare moribondo, anche se non si risparmia sul set nonostante l'evidente stato di affaticamento. Sostenuto dalle storiche voci italiane di Sordi e Zambuto è tuttavia un film da vedere e collezionare per un appassionato del duo comico più celebre al mondo. E i miei lettori sanno che essi per me rappresentano una passione intramontabile.


Atoll K
Francia, Italia 1951
Regia: Leo Joannon
Musiche Paul Misraki
con
Stan Laurel: Stanlio
Oliver Hardy: Ollio
Suzy Delair: Cherie Lamour
Adriano Rimoldi: Giovanni Copini
Guglielmo Barnabò: Ex capo di Giovanni
Max Elloy: Antonio
Luigi Tosi: Jack Frazer
Vittorio Caprioli: Avvocato Paltroni
Felix Oudart: Sindaco
Michael Dalmatoff: Alecto
Suzet Mais: Mrs. Donel

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