Operazione poker


Operazione poker 1965
G lenn Forest, agente CIA OS-14 deve scoprire se il connazionale John Parker, sempre vincente a poker, abbia qualche segreto che magari ha carpito allo scomparso scienziato tedesco del quale è stato collaboratore durante i suoi anni post bellici trascorsi prigioniero dei Russi. Al tempo stesso deve proteggere un politico vietnamita che ha importanti documenti da consegnare al Segretario delle Nazioni Unite in un incontro programmato a Ginevra. Per sicurezza gli americani lo hanno imbarcato su un normale volo di linea diretto in Indonesia e dirottato lungo la rotta sulla Svizzera senza problemi visto che tutti i passeggeri sono in realtà agenti americani. Ma subito dopo l'arrivo Yun Tao scompare e gli uomini di scorta vengono trovati morti e come non bastasse anche altri agenti con lui su quel volo, vengono uccisi un poco alla volta. Glenn segue allora una pista che lo porta a Casablanca dove con il collega Omar di stanza là, libera la collega Liz rapita dagli stessi soggetti dei misteriosi omicidi. Per giunta incontra di nuovo John Parker, brillante come sempre sui tavoli da gioco, ma stavolta ha capito quale possa essere il trucco che lo va sempre uscire vittorioso da ogni partita in giro per il mondo. E' un congegno che Glenn gli sottrae in camera e che consente di vedere con raggi infrarossi attraverso le pareti, figuriamoci le carte. Ora ha un aiuto in più per la sua missione che porta verso una complicità tra Austria e Russia in azioni di spionaggio, cosa non certo gradita dagli alti membri del Patto Atlantico. Ma Glenn è vicino alla conclusione delle sue indagini che lo portano a Copenaghen nella sede della prestigiosa fabbrica di birra Tuborg dove scopre Yun Tao sano e salvo in quanto spia cinese e mente del piano col quale intendeva minare l'alleanza dell'occidente, coinvolgendo l' Austria, un paese membro e incolpando al tempo stesso la Russia con la quale non ci sono buoni rapporti. Con quel congegno gli agenti della CIA avranno un'arma in più nella guerra fredda tra spie e per premio una copia verrà lasciata a John Parker che potrà continuare così ad arricchirsi sui tavoli verdi del globo.
Osvaldo Civirani si cimenta in quel cinema, assai popolare negli anni '60, che scimmiottava con mezzi scarsi e trame inesistenti, i ben più celebrati e famosi della serie 007. Ma stavolta almeno c'è una variegata e convincente carrellata di location estere dove i nostri si muovono e a distanza di mezzo secolo rappresentano una testimonianza, una memoria storica visiva della vita in quelle capitali. Almeno in questo il film acquista senz'altro valore col passare del tempo, e poi c'è anche Helga Liné per gli amanti della splendida attrice tedesca. Ed io modestamente lo fui e lo sono. Per ultimo meglio non andare a visitare la fabbrica della Tuborg perché ha operai armati e pericolosi.


Operazione poker
Italia, Spagna 1965
Regia: Osvaldo Civirani
Musiche: Piero Umiliani
con
Roger Browne: Glenn Forest agente OS-14
José Greci: Helga
Sancho Gracia: John Parker
Gregorio Wu: Yun Tao
Roberto Messina: Omar (accreditato Bob Messenger)
Carla Calò: Agente Russa (accreditata Carol Brown)
Andrea Scotti: Frank (accreditato Andrew Scott)
Juan Cortés: Sir Malcolm
Helga Liné: spia
Rufino Inglés: Capo Intelligence Britannico
e con
Emilio Messina: scagnozzo a Casablanca
Artemio Antonini: scagnozzo a Casablanca
Bruno Arié: scagnozzo a Casablanca
William Bo
Angel Ter
Mario Donen
José Riesgo

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