L'inafferrabile 12


l'inafferrabile 12
C arletto Esposito è stato messo in un orfanatrofio dal padre superstizioso, che alla nascita di una coppia di gemelli che portavano a 13 il numero dei suoi figli, aveva preferito portarne uno in gran segreto in un istituto religioso, dove era cresciuto con molti problemi che gli attiravano ogni sorta di sfortuna. Uno di questi era rappresentato dal fatto di non riuscire a baciare la sua fidanzata a causa di un trauma infantile, quando risultando primo della classe per un tema svolto, era stato baciato dalla sua vecchia e bruttissima maestra. Oggi è impiegato in un banco Lotto di un paesino della provincia romana e la iella sembra non essersi ancora allontanata da lui. Anzi lo perseguita al punto che sta per essere sfrattato da casa, cosa che lo induce a far giocare un terno al padre della sua fidanzata Teresa che è seriamente intenzionato a bastonarlo a dovere affinché se ne stia lontano da sua figlia. Per rabbonirlo, col compare Beppe, falsifica i risultati facendo credere all'uomo di aver vinto una notevole somma, ma la cosa ben presto si scopre e lui deve in fretta e furia lasciare il paese e su consiglio di Beppe, raggiungerlo a Roma dove nessuno li cercherà. Qui il caso vuole che incontri una persona identica a lui, un perfetto sosia e che sia il famoso portiere della Juventus Carletto Brandoletti dando inizio a una serie di equivoci che porteranno il furbo Beppe a tentare di venderlo alla Roma per ricavare una somma di denaro tale da saldare le sue pendenze col futuro suocero e garantir loro un futuro dorato per il resto della vita. Ma qualcosa va storto per l'accavallarsi, nell'albergo previsto per l’incontro, dei due ignari e identici protagonisti e l'affare salta. Tuttavia il vero portiere, scambiato per l'Esposito viene fermato dalla polizia a seguito di una denuncia del futuro suocero giunto a Roma e portato in questura per accertamenti, mentre il finto portiere viene aggregato alla squadra e mandato in campo per la partita. Beppe furbo approfitta per puntare sulla sconfitta della Juventus che col portiere finto, pur essendo stra favorita come prima in classifica non potrà mai riuscire a vincere. Tra l'altro Carletto per curare la sua timidezza era stato dal dottor Giechi, un medico che cura con farmaci derivati dagli animali, che gli aveva prescritto pillole di gallo ma che per errore gli aveva dato un flacone contenente pillole di orango ben più forti e dagli effetti ancora non sperimentati sull'uomo. Aveva tentato inutilmente di farsele restituire riconoscendolo dalle foto sui giornali ma era stato fermato ai cancelli dello stadio. La partita era iniziata e la Juve era subito in vantaggio di un gol ma Carletto, ovvero il Brandoletti, il portiere più forte d'Italia si era beccato tre gol in pochi minuti con goffi tentativi di parata e solo Boniperti allo scadere era riuscito ad accorciare le distanze. Sul 3-2 per la Roma si chiude il primo tempo e negli spogliatoi l'allenatore e l'intera squadra si scagliano contro il portiere reo di una vita sregolata con le donne e causa della brutta prestazione finora. Beppe trova delle pillole nei suoi vestiti e rassicura il mister dicendo che è solo affaticato e che il dottore gli ha prescritto quelle pillole che gli fanno ingurgitare immediatamente e in gran quantità. Nel secondo tempo avviene la trasformazione e Carletto sembra indemoniato saltando da palo a palo come una scimmia e parando tutto dopo il pari della Juventus, fino allo scatto finale da porta a porta scartando tutti e insaccando il gol della vittoria prima di crollare esausto a terra. Per Beppe è l'ennesima sconfitta ma per Carletto, raggiunto dal vero Brandoletti scappato dalla questura, è la fine di una brutta avventura, perché riconosciuto dal fratello gemello come sangue del suo sangue potrà vivere agiatamente e finalmente baciare e sposare la sua fidanzata con la benedizione del suocero che ritirerà la denuncia.
Non è solo divertente questa commedia anni '50, giocata tutta sugli equivoci di due ignari gemelli, diversi di carattere e alle prese con le medesime situazioni per una serie di fortuite circostanze, bensì rappresenta una vera e propria rarità dove poter ammirare grandi campioni del calcio di un tempo tra i quali uno straordinario Walter Chiari sembra esserne a perfetto agio. Con lui tanti validi comprimari e attori di fama in un film il cui soggetto e sceneggiatura è a cura della coppia Steno - Monicelli e che sembra sia stato prodotto da una società della Famiglia Agnelli, la  I.C.S. - Industrie Cinematografiche Sociali.


L'inafferrabile 12
Italia 1950
Regia: Mario Mattoli
Musiche Pippo Barzizza
con
Walter Chiari: Carletto Esposito e Carletto Brandoletti
Isa Barzizza: Teresa
Carlo Campanini: Beppe
Silvana Pampanini: Clara
Aroldo Tieri: dottor Giechi
Marilyn Buferd: assistente del dottor Giechi
Carlo Croccolo: barbiere
Luigi Pavese: Umberto
Pina Gallini: La direttrice
Giulio Marchetti: il commissario
Laura Gore: Carletta
Enzo Biliotti: Cav. Federico Pallino
Agnese Dubbini: la levatrice
Yvonne Sanson: se stessa
Alberto Piccinini: se stesso
Giampiero Boniperti: se stesso
John Hansen: se stesso
Carlo Parola: se stesso

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