Campo de' fiori


Campo de' fiori 1943
C ampo de' fiori è una trafficata piazza mercato dove pullula un'umanità variegata, chi in cerca di acquistare merce buona e chi in cerca di venderla, tra battute, litigate e sogni in tasca. Quelli tanti a dispetto dei soldi che in pieno periodo bellico scarseggiano. C'è Peppino, il pesciarolo, ad esempio, che col compare barbiere Aurelio sogna e fantastica di donne e conquiste che poi entrambi si millantano, quando nella realtà si va in bianco. O meglio Peppino potrebbe anche dedicarsi seriamente a Elide, ma è una fruttarola, ignorante e testarda con la quale finisce solo per litigare. Lui vorrebbe elevarsi da quell'ambiente popolare dove ogni giorno deve combattere con persone sciatte e volgari. Quando capita al mercato Elsa, donna avvenente e di classe, ecco che Peppino perde la testa e da un casuale incontro con una donna intenta a fare la spesa, inizia a corteggiarla facendosi invitare a casa sua. Ma l'aspetto signorile nasconde ben altra verità, in quella donna che con un'amica gestisce nella loro casa una bisca clandestina. La polizia pone fine a questa attività e Peppino si ritrova a passare la notte in gattabuia mentre per la donna passeranno alcuni mesi, durante i quali non solo Peppino le sarà vicino, ma accetterà di accudire il figlio che Elsa ha avuto da un uomo dovuto partire per Milano in cerca di fortuna. Peppino va a prendere il piccolo Carletto in Abruzzo dove era stato affidato ad una famiglia e lo riporta a Roma, dove in poco tempo si affeziona tantissimo al simpatico e turbolento bimbetto che finisce per chiamarlo papà. Confidando su questo, investe i soldi della sua attività nell'acquisto di un appartamentino signorile, con tanto di ascensore e domestica assunta per dare il benvenuto ad Elsa che sta per lasciare il carcere. Sicuro ormai di metter su famiglia con lei e con quella piccola peste che considera come un figlio, Peppino conduce la donna nell'appartamento dove la sorpresa è enorme nel trovare suo figlio. Felicità alle stelle e tutto sembra filar via liscio, quando un telegramma da Milano di Piero, il padre di Carletto, la invita a raggiungerlo col bimbo perché ha sistemato tutto trovando un importante lavoro. Il primo amore non si scorda mai e pur col cuore colmo di gioia e dispiacere per tutto quello che ha fatto per lei quel buffo uomo del mercato, deve lasciarlo portandosi via Carletto dopo uno straziante abbraccio del piccolo piangente col buffo papà che aveva cominciato ad amare. Peppino si sfoga con Aurelio e decide che è la volta buona di mettersi con Elide, che sarà pure 'na fruttarola, ma certe cose non le avrebbe fatte.
Sembra strana una commedia in pieno periodo bellico, che tra l'altro viene quasi omesso dal racconto, tanto da non accorgersene se non in un paio di occasioni quando si parla di borsa nera o di oscuramento notturno, risultando piacevole e divertente come quelle commedie che vedranno la luce nell'immediato dopo guerra per tirar su il morale alla gente. Girato per strada è anche un esempio di primo realismo dove entra a far parte del parlato lo stesso dialetto che poi sarà il verbo della commedia all'italiana degli anni a venire.

Campo de' fiori
Italia 1943
Regia: Mario Bonnard
Musiche Giulio Bonnard
con
Aldo Fabrizi: Peppino Corradini, il pescivendolo
Anna Magnani: Elide, la fruttivendola
Peppino De Filippo: Aurelio, il barbiere
Caterina Boratto: Elsa Bianchini
Cristiano Cristiani: il piccolo Carletto
Olga Solbelli: Olga, l'amica di Elsa
Rina Franchetti: Rosa, la domestica di Olga
Guido Morisi: Giorgio
Ciro Berardi: sor Eugenio
Saro Urzì: un amico di Elide e Olga
Checco Rissone: Giovanni
Gorella Gori: la balia di Carletto in Abruzzo
Guglielmo Barnabò: l'uomo grasso sul treno
Giulio Calì: un cliente al mercato
Pina Piovani: una popolana al mercato
Luana Lori: la domestica veneta al mercato
Gioconda Stary: la domestica del nuovo appartamento
Olga Capri: sora Peppa, la portiera
Lia Campomori: la suora del carcere
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Olga Vittoria Gentilli
Enrico Luzi
Alfredo Martinelli
Gianrico Tedeschi

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