Uomo avvisato mezzo ammazzato... parola di Spirito Santo


S pirito Santo è l'uomo giusto per aiutare il deposto Presidente del Morelos, Don Firmino, che con sua figlia Juana è braccato dal bieco Generale Ubarte, ora al potere in quello stato del martoriato Messico. Dall'apparenza candida, sempre di bianco vestito e con una colomba appollaiata sulla sua spalla, che lui chiama affettuosamente Aquila, è in realtà alla ricerca di una miniera d'oro la cui concessione gli è stata donata "gentilmente" da un baro che lui ha mandato sotto terra, perché come dice "i bari alla fine perdono sempre". Don Firmino sarebbe disposto ad aiutarlo ma adesso bisogna fare i conti con Ubarte che ha ormai in pugno tutto il territorio. Questi, tra l'altro, aiutato dal pistolero Samuel Crow e i suoi fratelli ha in pratica messo le mani sull'oro e lo custodisce nella sua fortezza all'apparenza inespugnabile. Così grazie alle insistenze della battagliera Juana, Santo aiutato dal corpulento Carezza, un tempo suo compagno di avventure e oggi in piena crisi mistica, al punto che vuole aiutare fratello John a costruirsi una chiesa nuova, dopo alcune scaramucce coi regulares, elabora un piano definitivo per dare l'assalto al forte. Con un gruppo di sue amiche prostitute venute da El Paso, tra le quali si sono camuffati Carezza e altri peones, viene accolto al forte per far divertire e svagare i soldati da troppo tempo sotto tensione. Non ci vuole molto ai nostri per espugnarlo, favorendo l'entrata della popolazione stanca dei soprusi e mentre il Generale Ubarte cerca di scappare con l'oro per raggiungere il porto di Vera Cruz e imbarcarsi alla volta di Cuba, irrompe Spirito Santo e chiude i conti con tutti, fratelli Crow compresi. L'oro è tutto suo ma magnanimamente ne regala un paio di sacchetti al corpulento Carezza, molto contrariato della sua parte. Del resto gran parte del lavoro sporco l'ha fatto lui e imprecandogli dietro mentre Santo galoppa lontano, dà l'impressione che il fervore religioso gli sia passato. Ma forse è solo un'impressione.
Da non confondere con lo Spirito Santo interpretato tre volte da Vassili Karis di qualità molto inferiore, questo di Gianni Garko è di ben altra fattura e rappresenta l'ennesima invenzione del fervido regista Giuliano Carnimeo, o Anthony Ascott che dir si voglia, di creare un personaggio, dopo Sartana, Camposanto e compari, di pari efficacia ma contrari di carattere; tenebrosi e nero vestiti i primi a differenza del candido apparire del secondo, che tuttavia nasconde tra le sue bianche vesti ogni sorta di arma letale. Del resto Gianni "John" Garko era un "top player" del genere in grado di portare abilmente in scena ogni variazione sul tema e, in quegli anni irripetibili per il cinema italiano, ce ne sono state a ripetizione. Non sempre convincenti ma sicura testimonianza di un settore all'epoca oltremodo vitale.


Uomo avvisato mezzo ammazzato... parola di Spirito Santo
Italia, Spagna 1971
Regia: Giuliano Carnimeo
Musiche Bruno Nicolai
con
Gianni Garko: Spirito Santo
Cris Huerta: Carezza
Jorge Rigaud: Don Firmino
Pilar Velázquez: Juana
Poldo Bendandi: Generale Ubarte
Paolo Gozlino: Samuel Crow (accreditato come Paul Stevens)
Nello Pazzafini: ufficiale
Fortunato Arena: Colonnello Matadodos
Aldo Barberito: fratello John
Carlo Gaddi: Fiesta
Franco Pesce: Ingegner Hernandez
Víctor Israel: Prete
Salvatore Baccaro: peone
Federico Boido: Burt Crow (accreditato come Rick Boyd)
Pietro Ceccarelli: uno dei fratelli Crow
Goffredo Unger: Capitano Ortega
Moises Augusto Rocha: allenatore di box
Thomas Rudy: Tenente messicano
Claudio Ruffini: giocatore di poker
Furio Meniconi: militare messicano
Mimmo Poli: Barman
le saloon's girls
Dada Gallotti
Maria D'Incoronato
Evi Farinelli
Lina Ferri
Monica Altomonte
e con
Italo Guitto
Gianclaudio Jabes
Cesar Ojinaga
Riccardo Petrazzi
Gianni Pulone
Pasquale Coletta
Gildo Di Marco
Maurizio Tocchi

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