Sukiyaki Western Django


I n un villaggio giapponese imperversano due gang rivali, i Genji dal colore rosso vivace e gli Heike vestiti di bianco. I primi comandati dal rozzo Kiyomori che predilige William Shakespeare e il suo Enrico VI nella Guerra delle due rose, al punto da volerne assumere il nome, picchiando selvaggiamente chi si ostina ancora a chiamarlo Kiyomori. I bianchi sono guidati al contrario dal raffinato Yoshitsune abile tanto con la pistola quanto con la katana e non meno crudele del rivale. Entrambi i clan sono alla ricerca di un tesoro che quando sarà trovato innescherà inevitabilmente una guerra per impossessarsene e nel tempo questo stato di cose, ha portato ad una progressiva fuga degli abitanti stanchi delle angherie e delle violenze subite. Sono rimaste due donne, la vecchia Ruriko che manda avanti la sua locanda e la giovane Shizuka, che accecata dal dolore per l'uccisione del marito da parte dei rossi, è diventata nel tempo la donna del capo dei bianchi per cercare la sua vendetta ed ha un figlioletto, Heiachi, che non ha retto alla brutale morte del padre e da allora è chiuso in un mutismo assoluto. A turbare i fragili equilibri ecco arrivare un misterioso pistolero, così veloce e mortifero, da impressionare entrambi i clan che subito gli offrono cospicue parti di tesoro quando verrà trovato, affinché passi dalla loro parte. Ma l'uomo sembra solo assetato di giustizia e dopo uno studio inziale dei contendenti, entra in azione in un finale altamente pirotecnico. Quella che sembrava una vecchia alcolizzata, è in realtà la letale  Bloody Benten, colei che un tempo veniva raffigurata con 8 braccia tanto era veloce e rapida nel far fuoco. Lei è la nonna di Heiachi e suocera di Shizuka, ed entra in azione come un fulmine, seminando vittime a ripetizione e riuscendo ad uccidere il capo dei rossi, Kiyomori, o è meglio chiamarlo Enrico, se no si arrabbia, che imbracciando una micidiale Gatling stava mietendo bianchi come il grano. Con il pistolero vendicherà la morte di figlio e nuora, ma resterà anche lei sul terreno colpita a tradimento dallo sceriffo. Il gelo è sceso sul villaggio, in tutti i sensi, visto che una copiosa nevicata sta cadendo sugli ultimi contendenti: da una parte il pistolero e dall'altra Yoshitsune, che sfoderata la katana gli si avventa contro. E' così abile da deviare i proiettili con la lama della sua spada fino ad arrivare a colpire il suo rivale da vicino, che però para il fendente mortale con la sua colt e immediatamente estrae dalla manica sinistra una piccola Derringer che punta in fronte all'incredulo  Yoshitsune. Un secondo o forse due di sguardi incrociati e poi il sangue dell'ultimo dei bianchi, ammanta la candida neve. Il solitario rimonta a cavallo e saluta il piccolo, ormai orfano del tutto e affidato a un vecchio, che anni dopo sbarcherà in Italia e tutti lo conosceranno col nome di Django.
Takashi Miike per omaggiare il cinema western spaghettaro nostrano, si affida a un testimonial d'eccezione quel Quentin Tarantino, che da sempre ne è convinto ammiratore, affidandogli il ruolo di narratore nei panni del pistolero Piringo, in una delle aperture più bizzarre mai viste. Molti spunti sono tratti da diversi altri film del genere, vedi Leone su tutti, ma certamente prevalgono  le citazioni all'originale, con la bara che forse più di tutte salta all'occhio e dentro la quale si cela una mortale mitragliatrice, oltre alla colonna sonora giappizzata ma non meno intrigante, anzi.

Sukiyaki Uesutan Jango
Giappone 2007
Regia: Takashi Miike
Musiche Koji Endo
con
Hideaki Ito: Pistolero
Kaori Momoi: Ruriko - Bloody Benten
Koichi Sato: Kiyomori - Enrico
Yusuke Iseya: Yoshitsune
Quentin Tarantino: Piringo
Yoshino Kimura: Shizuka
Uchida Ruka: Heiachi
Shun Oguri: Akira
Shingo Katori: Richie
Renji Ishibashi: Benkei
Teruyuki Kagawa: Sceriffo
Yutaka Matsushige: Toshio

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