I soliti ignoti


P eppe er pantera, è un pugile suonato che deve fare da "pecora" per Cosimo finito in prigione dopo aver tentato il furto di una macchina. Pierluigi alias Capannelle era con lui al momento dell'arresto, faceva il palo e ora cerca di trovare una persona, in gergo una pecora, disposta a prendere il posto di Cosimo, che in quanto recidivo rischia una lunga pena. Centomila lire possono convincere chiunque ma non i vecchi compari, tutti con problemi più o meno seri. Tiberio ad esempio, fotografo scalcinato, deve guardare il pupo visto che sua moglie è al "gabbio" per 3 mesi. Mario invece sbarca il lunario appoggiandosi alle sue tre mamme le tre tate dell'orfanatrofio dal quale proviene e non vuole dar loro dispiaceri di questo tipo. Il siculo Michele detto "Ferribbotte" ha una sorella da maritare e da tenere sotto chiave per la sua bellezza. Ecco quindi che accetta Peppe, ma nel breve periodo detentivo, con il Commissario che non crede alla sua versione, viene rilasciato dopo che questi astutamente si è fatto rivelare da Cosimo un piano per mettere le mani su un malloppo consistente e privo di difficoltà. C'è infatti un banco dei pegni attiguo ad un appartamento in apparenza sfitto, che è diviso da esso da un sottile muro, come confidatogli da un muratore recluso di passaggio, che l'aveva tirato su tempo prima. Sembra un gioco da ragazzi per la banda, che come unica difficoltà dovrà aprire la cassaforte. Per questo problema si affidano alla consulenza di un esperto del settore,  Dante Cruciani, che dietro compenso fornisce loro le istruzioni e l'attrezzatura necessaria ad aprire il forziere. L'imprevisto è costituito dal fatto che l'appartamento è abitato da due vecchie sorelle e dalla loro servetta, con quest'ultima che dovrà essere "lavorata" dal prestante Peppe. Quando le due donne si allontanano per un giorno dall'abitazione, scatta il piano, che vede i nostri entrare goffamente in azione e bucare il muro sbagliato, quello che porta nella cucina dell'appartamento, dove affranti per il tempo ormai insufficiente a ricominciare, si accontenteranno di una succulenta minestra lasciata sui fornelli. Mestamente faranno ritorno all'alba alle loro case, mentre i titoli dei quotidiani usciranno con l'eloquente "Banda del buco ruba pasta e ceci".
Divertente e con un cast eccezionale, Mario Monicelli firma quello che diventerà il capostipite e pietra miliare di un genere noto col nome di "commedia all'italiana", che rivisto a distanza di anni non perde minimamente di smalto e che sa collegarsi a quel filone del neorealismo, che anni prima seppe testimoniare un paese con le sue contraddizioni economiche e morali.


I soliti ignoti
Italia 1958
Regia: Mario Monicelli
Musiche Piero Umiliani
con
Vittorio Gassman: Giuseppe "Peppe er Pantera" Baiocchi
Marcello Mastroianni: Tiberio Braschi
Renato Salvatori: Mario Angeletti
Totò: Dante Cruciani
Tiberio Murgia: Michele "Ferribotte" Nicosia
Claudia Cardinale: Carmelina Nicosia
Memmo Carotenuto: Cosimo Proietti
Carlo Pisacane: Pierluigi "Capannelle"
Mario Feliciani: commissario di polizia
Carla Gravina: Nicoletta
Rossana Rory: Norma
Nino Marchetti: Luigi, l'uomo del banco dei pegni
Gina Rovere: moglie di Tiberio
Lella Fabrizi: una delle tre "mamme" di Mario
Gina Amendola: una delle tre "mamme" di Mario
Elvira Tonelli: una delle tre "mamme" di Mario

Commenti

  1. N.B. film registrato il giorno di Natale 2013 .. come tempistica di visione non c'è davvero male .. ;)

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  2. Qui siamo difronte ad un capolavoro. :)

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