Non predicare... spara!


L a Guerra Civile era finita e per legge gli schiavi erano liberi. Ma quando la promessa di terra e libertà non fu onorata, molti ex-schiavi lasciarono la terra della servitù in cerca di nuove frontiere dove poter essere finalmente liberi. Riposero le loro speranze nei pochi capo carovana di colore che conoscevano il territorio del West. Nulla fu facile, perché non solo dovettero attraversare un territorio ostile, ma cacciatori di taglie vennero ingaggiati da sconosciuti, per inseguirli e farli tornare nei campiBuck è una guida esperta, ex sergente nordista, è in grado di condurre queste carovane di povera gente aldilà del Colorado per insediarsi nelle verdi praterie, dove terra a perdita d'occhio sarà la loro futura patria da uomini liberi. Ma De Shay, ex ufficiale sudista, al comando di una banda di feroci individui, da la caccia a tutte le carovane, depredandole ed uccidendo chi si ribella, per costringerli poi a tornare nelle piantagioni della Louisiana, che senza il loro lavoro rischiano di andare in malora. Vuole soprattutto eliminare Buck, irriducibile e tra i pochi rimasti in grado di guidarli verso una nuova vita. Per questo lui indirizza i convogli e se ne allontana di volta in volta per controllare che nessuno sia sulle loro tracce. Ma in una di queste ricognizioni, De Shay e i suoi sorprendono la carovana, detta della Parrocchia di Sant'Anna, per la quale aveva pattuito un prezzo per il transito in territorio indiano col capo Cudjo. Al suo ritorno i sopravvissuti sono sfiduciati e depredati dei loro soldi con poche speranze di superare l'inverno, ma fermi nel voler proseguire. Uno strano individuo si è unito a loro, sembra un Predicatore ma Buck capisce che non è altri che un volgare truffatore, ma per lui ormai non c'è più niente da rubare. Tuttavia, avendo incontrato De Shay per strada ed appreso che ricercano Buck, sa dove trovarli e insieme si recano in un vicino villaggio, dove De Shay viene ucciso in una sparatoria con diversi suoi uomini. Inseguiti dallo sceriffo e dai rimanenti componenti della banda iniziale, i nostri riescono a far perdere le tracce e di fronte alla mancanza di denaro e alla probabile misera fine dei sopravvissuti alla razzia, decidono di rapinare la banca del paese sperando nell'assenza degli uomini impegnati nella loro caccia. La rapina riesce ma di nuovo inseguiti, riescono a riunirsi  alla carovana e grazie all'aiuto degli indiani, a passare indenni dopo un sparatoria con gli ultimi irriducibili inseguitori. La verde meta è raggiunta e questo non solo grazie a Buck e al Predicatore redento, ma soprattutto per merito di un altro popolo, quello dei nativi americani, non meno vessato e violentato nel proprio sogno di libertà.
Esordio alla regia per Sidney Poitier che interpreta e dirige con buon mestiere questo insolito western. Accusato di voler scimmiottare lo Spaghetti Western  è in realtà un film da rivalutare e guardare oggi con occhio diverso. Questo film è dedicato a quegli uomini, donne e bambini che giacciono in tombe sconosciute come il loro posto nella Storia.


Buck and the Preacher
USA 1972
Regia: Sidney Poitier
Musiche Benny Carter
con
Sidney Poitier: Buck
Harry Belafonte: Predicatore
Ruby Dee: Ruth
Cameron Mitchell: De Shay
Denny Miller: Floyd
Nita Talbot: Madame Esther
John Kelly: Sceriffo
Tony Brubaker: Headman
James McEachin: Kingston
Jullie Robinson: Indiana Renzi
Clarence Muse: Cudjo
Lynn Hamilton: Sarah
Doug Johnson: Sam
Errol John: Joshua

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