Monuments Men


M entre infuria l'offensiva degli Alleati in Europa, con i Tedeschi ormai tra due fuochi, incalzati da est dai Russi, lo storico americano dell'arte Frank Stokes, dietro sue pressioni insistite, ottiene dal Presidente Roosvelt l'incarico di mettere in salvo quante più opere d'arte e monumenti possibili di ciò che resta ancora non colpito dalla guerra. Per questo dovrà mettere insieme una squadra di esperti, scelti tra suoi amici e persone di fiducia, per salvare il salvabile. Dal non far bombardare luoghi storici di estrema importanza, al recupero di opere trafugate dai Nazisti. Quest'ultimo compito è quello più arduo per la sua squadra che si divide e si mette subito sulle tracce di quelli che sono i più importanti spostamenti di camion carichi di tesori di inestimabile valore. Tra l'indifferenza di chi combatte sul serio, Stokes deve a sua volta combattere una sua personale guerra che nel salvare un'opera d'arte, piuttosto che un uomo in battaglia, c'è tutta la conquista dell'uomo stesso, la sua storia, la sua cultura, le cognizioni acquisite nei secoli, perdute le quali a nulla varrebbe più combattere. Questo è lo spirito che muove la sua squadra e pur tra mille difficoltà, perdendo due dei suoi uomini, due carissimi amici, riuscirà a recuperare la maggior parte delle opere, scoprendo dopo minuziose indagini, che i Tedeschi ne avevano nascoste in gran quantità in diverse miniere della Germania. Hitler, che aveva in animo di raggrupparle in un museo col suo nome di prossima costruzione, aveva altresì ordinato di distruggerle in caso di invasione della Germania e della sua morte. Fortunatamente i nostri riescono a recuperarle quasi tutte, tra le quali autentici e inestimabili capolavori come la Madonna con Bambino, scultura marmorea di Michelangelo nota come la Madonna di Bruges dove è conservata nella navata laterale destra della Chiesa di Nostra Signora della città belga. O l'inestimabile Polittico di Gand, o Polittico dell'Agnello Mistico opera monumentale ad olio su pannelli di legno di quercia di Jan van Eyck,  dipinta per la Cattedrale di San Bavone a Gand, che inutilmente si era cercato di salvare smontandola e trasportandola in luogo sicuro su un camion, purtroppo intercettato dai Tedeschi che uccisero anche due sacerdoti che la scortavano. Anche cento tonnellate in lingotti d'oro, la riserva aurea tedesca, viene ritrovata tra le opere oltre a barili pieni di macabre otturazioni d'oro.   Purtroppo nel film ci è dato vedere anche la distruzione ordinata dalle SS di opere con i lanciafiamme. Ai tanti Picasso o Max Ernst ed altri, ritenuti "moderni" da distruggere comunque, ci viene mostrata la fine tragica de Il ritratto di giovane uomo di Raffaello. Nel commosso finale, trent'anni dopo, vediamo Frank Stokes soddisfatto e fiero, portarsi dietro il nipotino facendogli visitare quei luoghi e quelle straordinarie opere ad essi restituite.
Tratto da una storia vera, vede George Clooney sia dietro che davanti la macchina da presa e in entrambi i ruoli sempre convincente. Come le ambientazioni, i costumi, i velivoli e mezzi bellici in generale, per tacere delle tante opere che sfilano lungo tutta la durata del film, la cui verosimiglianza con gli originali, è testimone del lavoro certosino fatto da sceneggiatori e addetti a vario titolo, tra i quali è facile intuire esperti e studiosi dell'Arte. Ottimo il cast con menzione per un piccolo cameo del padre di George, Nick, che ne interpreta la parte da vecchio e la somiglianza è straordinaria al punto che pensi possa essere lui truccato.

The Monuments Men
Stati Uniti, Germania 2014
Regia: George Clooney
Musiche Alexandre Desplat
con
George Clooney: Frank Stokes
Matt Damon: James Granger
Cate Blanchett: Clair Simòne
Bill Murray: Rich Campbell
John Goodman: Walter Garfield
Jean Dujardin: Jean-Claude Clermont
Hugh Bonneville: Donald Jeffries
Bob Balaban: Preston Savitz
Dimitri Leonidas: Sam Epstein
Sam Hazeldine: Colonnello Langton
Diarmaid Murtagh: Capitano Harpen
Nick Clooney: Frank Stokes da vecchio

Commenti

  1. Personalmente l'ho trovato un po' facilone e deboluccio: nonostante il grande cast l'occasione sprecata e la delusione è stata ancora più grande.

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    1. il film è stato girato bene con tutti i requisiti adatti ad immergerti in un dato periodo storico, poi se vogliamo è tutto trattato un po' troppo di fretta, se per ragioni di tempo o budget non saprei, ma nel complesso fila via liscio con un pizzico di tensione qua e là e in linea con le mie aspettative di film sufficiente e per me lo è stato

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  2. Dal punto di vista delle verità storiche ha parecchie pecche, non ultima non citare Rodolfo Siviero. Ma si sa gli americani quando si tratta di storia (non avendone) fanno dei bei minestroni. Devo dire tra i film di Clooney (regista) il meno convincente. Ma può capitare. Comunque la sufficienza la porta a casa.

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