Vittorie perdute


G li inizi della guerra in Vietnam, quando gli americani davano solo un contributo in armi e consiglieri militari con pochissimi soldati in appoggio al regime sudvietnamita alle prese con una guerriglia interna comunista e appoggiata dal nord oltre che da altri paesi comunisti. In questo contesto, il maggiore John Barker, veterano della seconda guerra mondiale e di quella in Corea, è al comando di una base militare sudvietnamita in territorio abbastanza tranquillo. Sono appena arrivati alcuni soldati americani desiderosi di battersi, che Barker riceve l'ordine di raggiungere e fortificare una vecchia base francese a Muc Wa, secondo lui priva di valore strategico al contrario di quello che pensa il comando americano. Con pochi uomini a disposizione, Barker affida il comando al neo arrivato ed inesperto tenente Hamilton che sarà sorretto nelle decisioni dal veterano sergente Oleonowski, oltre al guastatore caporale Courcey e all'infermiere dedito agli oppiacei Howard. A loro si uniscono mercenari locali, contadini e fanatici anticomunisti. Giunti sul luogo iniziano subito i lavori per difenderlo con trincee e filo spinato nella speranza di riuscirci prima che "charlie" si accorga della loro presenza. Un tempo difeso dai francesi nella guerra d' Indocina, quel posto custodisce i resti di 302 di essi sepolti in un cimitero al cui ingresso campeggia la scritta che fa riferimento ai Trecento delle Termopili: "o viandante riferisci agli Spartani che noi morimmo ottemperando al loro comando". Ben presto in quella zona si scatena una massiccia offensiva vietcong e la situazione si fa estremamente difficile col tenentino che si è fatto ammazzare in un inutile gesto d'eroismo e il secondo in capo, il veterano sergente Oleonowski che si è suicidato ormai devastato psicologicamente dagli orrori di quella guerra. Il maggiore tra mille difficoltà burocratiche, anche perché il sud teme un golpe a Saigon, ottiene di far evacuare gli americani dal campo di Muc Wa, tra l'altro improvvisamente ritenuto di scarsa o nessuna importanza e nel frattempo manda sul posto il suoi vice Olivetti per organizzare la ritirata. Quando è il momento di evacuare, l'elicottero preposto viene danneggiato dai colpi dei vietcong e Barker, che si era recato di persona sul posto, tenta una disperata fuga via terra, contando sull'appoggio dell'artiglieria sudvietnamita di copertura come promesso. Ma così non sarà e lui resterà ucciso con i suoi ormai circondati in un conflitto a fuoco senza speranza.
Solo Courcey si salva e lo vediamo ferito e delirante provare a mettersi in cammino per raggiungere la base, tra i titoli di coda.
Bassissimo budget per questo film a danno dello spettacolo, ma di sicuro impatto emotivo per i dialoghi intelligenti e l'aperto cinismo verso gli ideali bellici.
Burt Lancaster ne è degno interprete nella parte di un maggiore ormai disilluso, che nonostante abbia combattuto e dimostrato doti indiscusse di stratega in vari conflitti, non avanza in carriera per essersi fatto la moglie di un generale.

Go Tell the Spartans
Stati Uniti 1978
Regia: Ted Post
Musiche Dick Halligan
con
Burt Lancaster: maggiore John Barker
Marc Singer: capitano Alfred Olivetti
Jonathan Goldsmith: sergente Oleonowski
Craig Wasson: caporale Stephen Courcey
Joe Unger: sottotenente Raymond Hamilton
Dennis Howard: caporale Abraham Lincoln
David Clennon: tenente Finley Wattsberg
Evan C. Kim: Cowboy
John Megna: caporale Ackley
Hilly Hicks: segnalatore Toffer
Dolph Sweet: Generale Harnitz
Clyde Kusatsu: Colonnello Minh
James Hong: vecchio
Denice Kumagai: Butterfly
Tad Horino: occhio nero

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