Il figlio dello sceicco


C irca un secolo fa, una remota provincia dell' Egitto viveva sotto il dominio crudele dell' Emiro Omar. Ogni atto di insofferenza veniva punito con la morte e se il ribelle era un beduino, la sua tribù subiva una spietata rappresaglia. In una di queste rapisce Laila, figlia dello sceicco Hassan e la porta nel suo palazzo per forzarla a unirsi a lui. Di fronte al suo rifiuto e al tentativo di pugnalarlo, Omar la uccide. Presto la notizia si diffonde nei campi beduini e arriva al padre della ragazza, ma soprattutto a suo fratello Kerim che era lontano dal campo il giorno della razzia. Giura vendetta e con il giovane fratello Akim e un formidabile fuciliere del villaggio inizia una sua guerriglia personale, volta a procurarsi armi e denaro depredando le carovane dell'Emiro e in attesa di una ribellione totale di tutte le tribù disarmate nel tempo dalla politica severa dell'Emiro. Costui intende consolidare il suo potere dapprima sposando Fawzia, la nipote favorita del reggente al Cairo e successivamente far attaccare suo figlio, il principe Ahmed addossando la colpa al ribelle che ora tutti chiamano lo Sceicco Nero. Le sue gesta sono sulla bocca di tutti e perfino Fawzia ha avuto modo di apprezzarlo ed innamorarsene durante l'attacco subito alla sua carovana. Pertanto rifiuta le nozze con l' Emiro che la costringe imprigionando il suo vecchio padre Mansur. Kerim nonostante abbia sventato il diabolico piano di Omar, salvando il Principe Ahmed e ottenuto da lui il permesso di attaccare l' Emiro, preferisce tentare una sortita da solo per evitare una strage dei suoi in campo aperto contro le fortificazioni del palazzo di Omar. Scoperto e imprigionato con la sua Fawzia, viene con lei sottoposto a tortura finché i suoi dall'esterno attaccano consentendogli di prendere tempo, liberarsi e sopraffare le guardie rimaste con lui nella cella. Liberati altri prigionieri, con una ardimentosa azione fa esplodere la massiccia porta del forte, consentendo ai suoi di fare irruzione e prendere la roccaforte. Omar tenta una disperata fuga nel deserto inseguito e raggiunto da Kerim che ha promesso di strappargli il cuore e nel furioso corpo a corpo tra i due, il pugnale di Kerim berrà il sangue del tiranno attingendolo proprio dal cuore. Pace e prosperità torneranno nella travagliata provincia e a loro garanzia il suggello dell' amore tra Fawzia e Kerim.
Esterni egiziani per questo bel film d'avventura esotica mista a peplum e cappa e spada. Insomma tutti gli ingredienti per quei film d'azione tipici della produzione nostrana di quegli anni fantastici per il cinema italiano. Questo poi si avvale di scene di massa imponenti e autentici paesaggi di assoluta bellezza. Fanno anche breve capolino un paio di Piramidi in lontananza segno si girava nei pressi di Giza. Ottimi gli interpreti col nostro Farnese nel ruolo del crudele tiranno e due Gordon americani che avevano trovato l'America in Italia: Scott il buono di tanti film e Mitchell il cattivo di altrettanti. Ottimo il cast femminile e i sontuosi costumi ed interni. Alla perfida Moira Orfei, gelosa favorita dell'Emiro e sua scellerata complice, si contrappone la grazia e purezza di Cristina Gaioni. Mentre Maria Grazia Spina è la sfortunata sorella di Kerim che perisce ad inizio film. Da segnalare la brava Lulla Selli, cortigiana utilissima alla causa, anzi indispensabile.

Il figlio dello sceicco
Italia, Francia 1962
Regia: Mario Costa
Musiche Francesco De Masi
con
Gordon Scott: Kerim
Cristina Gaioni: Fawzia
Alberto Farnese: Omar
Moira Orfei: Zahira
Gordon Mitchell: Yussuf
Maria Grazia Spina: Laila
Nando Tamberlani: Mansur
Luciano Benetti: Principe Ahmed
Nando Angelini: Akim
Lulla Selli: Selima

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