Il dominatore del deserto


Y ussuf, un feroce tiranno che spadroneggia nel Nord Africa, ha rapito la bella principessa Fatima, dopo averne ucciso il padre, colpevole di non aver pagato l'annuale tributo. Pur disponendo di un fornito harem, Yussuf se ne è innamorato al punto da volerla sposare e farla diventare la sua favorita al posto di Zaira. Ma Fatima riesce a fuggire e a trovar riparo presso la casa di Nadir del quale ben presto si innamora. Costui è un giovane forte e generoso, il cui padre ha insegnato l'uso delle armi e un profondo senso di giustizia, che lo fa opporre ad ogni angheria. Vorrebbe affrontare il tiranno ma non è ancora pronto e il padre gli raccomanda la prudenza, fino al giorno in cui la sua spada potrà bere il sangue dell'odiato oppressore. Ma schiumante rabbia, Yussuf ha sguinzagliato in ogni angolo i suoi uomini per ritrovare Fatima e solo il tradimento di uno del villaggio, gli ha consentito di trovarla. Approfittando dell'assenza di Nadir, i suoi uomini guidati dal feroce Omar, hanno ucciso suo padre e catturato la ragazza. Al ritorno Nadir giura vendetta e con un gruppo di amici inizia un'astuta guerriglia mirante a depredare le carovane di Yussuf di ogni merce, armi e soprattutto oro. Questo gli consentirà di allearsi coi beduini di El Krim, gente fiera e bellicosa nelle cui terre nemmeno Yussuf ha mai osato avventurarsi. E' il momento di dare l'assalto al palazzo, liberare Fatima e regolare i conti col tiranno. Nadir riesce nell'impresa, uccide Yussuf e può coronare il suo sogno d'amore con Fatima.
Ai tempi dell'oratorio, era come si dice, grasso che cola. Rivisto oggi è utile più che altro per ricordare quei periodi spensierati di nostra giovinezza dove c'era poco e quel poco sembrava tanto. Tanio Boccia, che si firma Amerigo Anton, sembra per ammissione della stessa Hélène Chanel, che manco guardasse quel che girava e che andava bene sempre la prima. Del resto bisognava andare per le spicce visti i soldini pochi e il tempo a disposizione. Infatti per tutto il film si assiste ad un andirivieni in un improbabile deserto, con una specie di duna posticcia a celare chissà quale cittadina laziale della costa. Kirk Morris, nome d'arte di Adriano Bellini, famoso all'epoca per i tanti film peplum, è qui piuttosto scialbo e non solo per colpa sua. Piace di più Ugo Sasso con un passato di ben altro spessore nel cinema. Bravo Paul Muller nell'ennesimo e convincente ruolo da cattivo, al pari di Furio Meniconi, stavolta in uno positivo. Le donne, aldilà del recitato; poco per la verità, lasciano allo spettatore la scelta su chi, tra la fatale incantatrice Hélène Chanel, e la più rassicurante Rosalba Neri, sia da preferire.

Il dominatore del deserto
Italia 1964
Regia: Tanio Boccia
Musiche Carlo Rustichelli
con
Kirk Morris: Nadir
Rosalba Neri: Fátima
Hélène Chanel: Zaira
Paul Muller: Yussuf
Nadir Moretti: Ibrahim
Aldo Bufi Landi: Salad
Ugo Sasso: Omar
Furio Meniconi: El Krim
Geneviève Audry: Shireen
e con
Edda Ferronao
Franco Pechini
Rinaldo Zamperla
Rina Mascetti
Luigi Scavran
Wladimiro Tuicovich

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