I diavoli volanti


O llio è stato trafitto dagli strali di Cupido e si è innamorato perdutamente della bella Giorgetta, figlia del padrone dell'albergo di Parigi dove lui e Stanlio dimorano. In realtà la ragazza, spinta anche dalle amiche, sta giocando con Ollio, divertita dal suo buffo corteggiamento e quando finalmente, spronato da Stanlio, dichiara di volerla sposare, lei capisce che è ora di interrompere lo scherzo, dicendogli chiaramente che è già sposata con un ufficiale della Legione Straniera di stanza in Marocco che tra l'altro a sua insaputa, è venuto a Parigi per portarla con sé laggiù. Questo spezza il cuore al povero Ollio che cade in profonda depressione e a nulla valgono i maldestri tentativi di Stanlio di aiutarlo a riprendersi. Anzi lo inducono a farla finita e a tentare il suicidio gettandosi nella Senna. Ma il caso vuole che il marito di Giorgetta capiti sul posto poco prima del tragicomico proposito di Ollio che intende far suicidare anche lo stupido compagno, in quanto dopo la sua morte non avrà più nessuno a "proteggérlo" e gli confida che vorrebbe rinascere sotto forma di un animale, secondo una credenza in lui consolidata nel tempo, e sceglierebbe senza indugi il cavallo nel caso si avverasse. Stanlio invece vorrebbe rinascere nell'identico modo, in fondo lui è sempre andato d'accordo con sé stesso. Fortunatamente il tempestivo intervento dell'ufficiale lo rassicura che per le pene d'amore, non c'è niente di meglio che arruolarsi nella Legione, dove in pochissimi giorni è garantito dimenticherà tutto il passato. Non potrebbe essere il contrario, visto che i nostri sono assegnati al lavaggio di montagne di indumenti sporchi e ad altrettante di verdure varie da pulire in cucina. Poi come non bastasse arriva al forte anche Giorgetta per unirsi al marito e la cosa fa sì che i nostri decidano su due piedi di congedarsi. Ma il comandante li considera disertori e ordina la loro cattura in un turbinio di comicità che li vede evadere dalla prigione e fuggire dal forte a bordo di un aereo, che ovviamente si schianterà al suolo dopo spericolate evoluzioni. Stanlio ne esce malconcio ma illeso, mentre il povero Ollio con un paio di alucce vola in cielo salutando il suo amico. Rivediamo Stanlio, in abiti civili, vagabondare tempi dopo  in aperta campagna, quando una voce imperiosa lo chiama. E' un cavallo bianco, con baffetti, frangetta e bombetta in testa. E' Ollio! Stanlio lo riconosce subito e lo abbraccia felice di essere nuovamente riuniti.
Remake de I due legionari  è il loro primo film lontani da Hal Roach e dalla MGM ma sorretti dalla solita "spalla di famiglia" James Finlayson e altri comprimari. Doppiato da Sordi e Zambuto è famoso anche per la canzone A Zonzo o Guardo gli asini che volano nel ciel, cantata da Alberto Sordi e aggiunta nella colonna sonora italiana a cura di Ernesto Bonino. A mio modesto parere non è tra i migliori della celebre coppia che si sta lentamente avviando al declino, anche se seguiranno altri due film eccezionali come Noi siamo le colonne  e C'era una volta un piccolo naviglio  prima dell'inevitabile fine della più amata coppia comica del mondo.
The Flying Deuces
USA 1939
Regia: A. Edward Sutherland
Musiche Edward Paul, Umberto Mancini ed Ernesto Bonino (versione italiana)
con
Stan Laurel: Stanlio
Oliver Hardy: Ollio
Jean Parker: Giorgetta
Reginald Gardiner: Francesco
James Finlayson: Carceriere
Charles Middleton: Comandante
Jean Del Val: Sergente
Clem Wilenchick: Caporale
Richard Cramer: conducente autocarro
Arthur Housman: Legionario ubriaco
Sam Lufkin: Legionario

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