I giganti del mare


G ideon Patch, è il misterioso comandante di un mercantile, il Mary Deare, alla deriva nel canale della Manica. Piuttosto malconcio e ferito, appare come un fantasma allo sbigottito John Sands che si era issato a bordo tra mille difficoltà di un mare in tempesta che aumentava sempre più. Lui e il suo compare, a bordo del loro battello Witch of the Sea, avevano intravisto la sagoma minacciosa della nave venirgli incontro e constatato lo stato di avaria, aveva pensato di salirne a bordo e prenderne possesso secondo le leggi del mare. Ispezionandola, aveva notato una grossa falla nella stiva e un incendio che era stato però domato e l'autore era il misterioso comandante che abbandonato dall'equipaggio, voleva assolutamente restare a bordo nonostante fosse ormai certo l'affondamento. Qualcosa di drammatico deve essere accaduto a bordo ma il comandante non vuole farne parola con Sands che adesso non può più scendere sul suo battello ed è costretto a collaborare, cercando di rimettere in funzione la caldaia quel tanto che basta al comandante per portare la nave in secco sui banchi scogliosi dei Minquiers. Da lì con una lancia di salvataggio a vela, raggiungono la costa dove il comandante conta di spiegare l'accaduto ad una apposita commissione prevista in questi casi. Confidando nel riserbo di Sands che dovrà testimoniare circa l'affondamento in luogo dell'incagliamento, il comandante Patch conta di prendere tempo per ispezionare le stive e dimostrare che il carico principalmente composto da motori di aereo, sia stato trasbordato a Rangoon sulla Torre Annunziata, nave della medesima Compagnia Gunderson e quindi dopo il suo imbarco avvenuto ad Aden in veste di secondo. Vuol dimostrare anche che gli incidenti a bordo e l'abbandono dell'equipaggio sia frutto di un piano che la stessa compagnia ha architettato per affondare il Mary Deare e ricavare una cospicua somma dall'assicurazione, stimata in ben 800 mila sterline. Nell'inchiesta emerge un passato che non depone a favore di Patch, responsabile della perdita di un'altra nave in precedenza e della morte di sei membri dell'equipaggio. Per lui sarebbe la fine della carriera e non resta che ispezionare le stive della nave ormai localizzata da ricognizioni aeree e soggetta a febbrili lavori per disincagliarla. Higgins, uno degli ufficiali è a bordo a presiedere i lavori e questo induce Patch ad agire conscio che una volta disincagliata, la Mary Deare verrà affondata definitivamente adducendo una scusa qualsiasi e ponendo fine alla possibilità di smascherare l'imbroglio ordito. Così con il battello e l'aiuto di Sands, si avvicina al luogo del relitto e con muta da sub riescono a penetrare nelle stive allagate e scoprire che in effetti le casse contengono soltanto pietre. Scoperti da Higgins sono costretti ad affrontarlo prevalendo, nonostante Sands fosse stato ferito nella colluttazione, e denunciando il fatto alle autorità. Patch verrà riabilitato e premiato con una consistente somma in denaro che preferirà donare a Sands e al suo socio, grato del loro aiuto. In fondo quel che conta per lui più di ogni altra cosa è finalmente il comando di una nave tutta sua.
Con una trama che si dipana dal thriller all'avventura sui mari, il film si avvale di due mostri sacri del cinema e una serie di buoni comprimari, risultando piacevole ed avvincente come in genere tutti quelli targati leone che ruggisce.

The Wreck of the Mary Deare
Stati Uniti 1959
Regia: Michael Anderson
Musiche George Duning
con
Gary Cooper: Gideon Patch
Charlton Heston: John Sands
Michael Redgrave: Mr. Nyland
Richard Harris: Higgins
Emlyn Williams: Sir Wilfred Falcett
Cecil Parker: Il presidente
Alexander Knox: Petrie
Virginia McKenna: Janet Taggart
Ben Wright: Mike
Charles Davis: Yules
Peter Illing: Gunderson
Terence De Marney: Frank
Ashley Cowan: Burrows

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