La sottile linea rossa


U n film sulla guerra dove non ci sono vincitori ma solo vittime della terribile follia che li ha portati l'uno contro l'altro, americani e giapponesi, in un lembo di terra sperduto nel Pacifico e dove prima delle loro sconsiderate e violente azioni, una popolazione indigena viveva pacificamente con i frutti di una natura rigogliosa che li avvolgeva come una madre. E con gli occhi e le parole di uno di loro, il soldato Witt, percorriamo questa storia cruda e piena di interrogativi che ognuno si porta dentro senza aver risposta. Dalla misericordia e misticismo del protagonista Witt, si passa al cinismo del Colonnello Tall, alla assoluta indifferenza per la vita del sergente Welsh, forse perché nato insensibile e distaccato da tutto ciò che ha incontrato nella sua vita, o all'umanità del Capitano Staros che considera come figli i suoi soldati e pertanto non ubbidisce all'ordine di mandarli al macello. Sono alcune delle caratterizzazioni più importanti del film che vede nelle sue quasi tre ore di durata, tutta una serie di riflessioni personali e conflitti interiori, paure e improvvisi impeti di eroismo. Ma tutto senza un fine che possa se non giustificare, almeno appagare ognuno dei personaggi. A Guadalcanal ci troviamo di fronte al raccapriccio più sconcertante, dove quelli che sembrano i feroci nemici giapponesi, che mietono i buoni americani dal coperto delle loro casematte, invisibili e letali, una volta scoperti e annientati si rivelano deboli, malnutriti e scarni esseri umani, in preda al dolore e alla pazzia, nelle mani di quelli che ora sembrano folli aguzzini, pieni di rabbia e facili ad infierire sui prigionieri, quando cinici e spietati nell'assistere ai loro ultimi respiri divertiti. L'inferno portato in quello che era un paradiso e soventi sono le inquadrature della fauna locale, colta nel suo habitat, frastornata dagli spari e inconsapevole di trovarsi in mezzo a dispute tra animali ben più feroci. E quello che era un paradiso torna anche nei flash back di vita quotidiana dei nativi, quando Witt aveva per un po' vissuto con loro e si era beato e immerso in quella pace, che ritroverà alla fine immolandosi per salvare la sua compagnia.
Girato nei luoghi che videro il sanguinoso sbarco con grande maestria da Terrence Malick, si avvale di un cast di assoluto valore, dove molti noti attori hanno accettato di apparire anche se in ruoli e particine marginali, a dimostrazione dell'importanza della pellicola, che pur non ottenendo premi importanti è entrata di diritto nel novero dei grandi film di condanna e riflessione sulla follia della guerra. Tratto dall’omonimo romanzo di James Jones.

The Thin Red Line
Stati Uniti 1998
Regia: Terrence Malick
Musiche Hans Zimmer
con
Sean Penn: sergente Edward Welsh
James Caviezel: soldato Witt
Nick Nolte: Colonnello Gordon Tall
Elias Koteas: Capitano James Staros
Adrien Brody: caporale Fife
Ben Chaplin: soldato Jack Bell
Woody Harrelson: sergente Keck
John Cusack: Capitano John Gaff
John Travolta: Generale Quintard
Jared Leto: Sottotenente Whyte
John C. Reilly: sergente Storm
George Clooney: Capitano Charles Bosche
John Savage: sergente McCron
Thomas Jane: soldato Ash
Miranda Otto: Marty Bell
Tim Blake Nelson: soldato Tills
Kirk Acevedo: soldato Tella
Dash Mihok: soldato Doll
Nick Stahl: soldato Beade
Paul Gleeson: Tenente Band
Arie Verveen: soldato Dale
John Dee Smith: soldato Edward P. Train

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