Killer Joe


U manità derelitta in una tra le più cupe Americhe portate sullo schermo. Stavolta tocca a William Friedkin, non nuovo a imprese come questa, raffigurarla in uno dei suoi aspetti più violenti e grotteschi mettendo in scena una squinternata compagnia di interpreti che sembrano appena usciti da un manicomio o in procinto di entrarci. Eppure sono la realtà di una società alla deriva e inesorabilmente destinata alla perdizione. Almeno è questo il messaggio che il regista in forma tarantiniana, ma con meno sostanza, vuol darci. La famiglia Smith è tra le più balorde e assurde viste sullo schermo, il figlio Chris spaccia droga ed è in debito con i fornitori ai quali sta per rendere la pelle se non li paga, papà Ansel, divorziato dalla prima moglie e madre dei suoi due figli, è un demente ubriacone che divide la propria esistenza con l'avvenente Sharla, che lo cornifica a tutto spiano, ma che è anche la sua unica fonte di reddito. La figlia Dottie, forse psicopatica, vive in un mondo suo da bambina e crede di essere una dodicenne malgrado dimostri di essere senz'altro maggiorenne. Nella baracca dove vivono c'è pure un cagnaccio alla catena che non fa che abbaiare contro i suoi padroni per quanto gli sembrano mentecatti. L'unico a cui non abbaia e che gli incute timore è Joe Cooper un detective della polizia, che come secondo lavoro fa il sicario. A lui si è rivolto Chris il cervello bacato della famiglia con qualche neurone ancora funzionante, per far fuori la madre andata a vivere con un tizio e odiata da tutta la famiglia. Sembra che la donna abbia stipulato una polizza sulla vita di ben 50 mila dollari, somma che incassata può salvare la vita a Chris consentendogli di pagare il debito di droga e dare un'aiutino alla famiglia. Killer Joe ne vuole 25 mila, pagamento anticipato, ma non essendo possibile fino a lavoro compiuto, si prende una caparra sessuale assicurandosi i servigi della giovane Dottie e dando inizio ad un rapporto morboso che sfocerà in una spirale di sangue che non risparmierà nessuno, quando uccisa la donna si scoprirà che il beneficiario della polizza era il suo amante e non i suoi figli.
Presentato addirittura in concorso al Festival di Venezia 2011, decadenza del quale non ci meravigliamo più da tempo, è un film non adatto a deboli di stomaco e dove tutto è così gratuito ed esasperato da dare la nausea. A poco valgono interpreti come Matthew McConaughey, capace di immergersi con disinvoltura in un ruolo a lui non congeniale come il bel tenebroso e dannato killer, denotando tuttavia ottime capacità recitative ma in un contesto decisamente raccapricciante. L'unica nota lieta è data dall'avvenente Gina Gershon che con le sue forme straripanti ricorda Pam Grier in maniera impressionante.
Killer Joe
Stati Uniti 2011
Regia: William Friedkin
Musiche Tyler Bates
con
Matthew McConaughey: Killer Joe Cooper
Emile Hirsch: Chris Smith
Juno Temple: Dottie Smith
Thomas Haden Church: Ansel Smith
Gina Gershon: Sharla Smith

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