Lo chiamavano Tresette ... giocava sempre col morto


A nthony Ascott, al secolo Giuliano Carnimeo, ha il merito indiscusso di aver creato il personaggio di Tresette e accoppiandolo al corpulento Bamby, ha cercato di ricreare le atmosfere della ben più celebre e redditizia coppia Hill-Spencer. Gli è andata male, ma tanti erano i frequentatori del cinema in quel periodo d'oro delle sale, che nell'anno successivo ne ha proposto il seguito con gli stessi personaggi - Di Tresette ce n'è uno, tutti gli altri son nessuno - decidendo che era il caso di fermarsi, anche perché c'era ormai l'inflazione del genere comico-spaghetti-western. George Hilton è il simpatico e bonario Tresette, un pistolero abilissimo e allo stesso tempo così bonario da non usare le colt, preferendole ai tanti gadget, non meno efficaci, che uniti ai suoi cazzotti sono in grado di sistemare ogni avversario. Se poi gli affianchi un energumeno come Chris Huerta, dal nomignolo scanzonato di Bamby ma dalla forza bruta, ecco che ottieni una coppia imbattibile. A entrambi viene affidato il delicato compito di trasportare a Dallas un carico d'oro, che il banchiere di Mela Bacata, McPearson vuole trasferire in luogo più sicuro. E chi meglio di loro per passare attraverso territori infestati dalle più truculente bande, da quella dei Pelati a quella degli Emigrati, tutte con forti accenti meridionali, per finire con quella dei finti Frati parlanti romanesco. Infatti la missione viene portata a termine, riuscendo a passare indenni tra le varie insidie, a volte con astuzia e altre con delle buone legnate, senza trascurare i continui e inopportuni siparietti col pistolero Veleno, tirato a lucido in un abitino di pelle nera e desideroso di misurarsi con Tresette, per dimostrare chi è il più veloce dei due. Ovviamente le figuracce che rimedia sono motivo di ulteriore divertimento e ci accompagnano fino ai titoli di coda. Ma le sorprese per i due non sono terminate e una volta a Dallas, scoprono di aver trasportato un carico di piombo verniciato con della porporina e accusati dalle autorità locali, in combutta con McPearson, di aver rubato il vero carico e quindi condannati all'impiccagione. Evadere per Tresette è un gioco da ragazzi, come tornare a Mela Bacata e scoprire che il banchiere nascondeva il vero oro in prodotti di pasticceria destinati al vicino Messico con la complicità della bella Miss Marlene, che li confezionava nel suo insospettabile negozio. Una buona dose di cazzotti e legnate al banchiere e ai suoi scagnozzi e via con l'oro verso nuove avventure, ma non prima di aver ridicolizzato per l'ultima volta il tenace Veleno.
Restando al di sotto dei livelli di comicità raggiunti dai due film su Trinità, irripetibili perché innovativi e pietre miliari del genere western parodistico, il film si lascia tuttavia apprezzare per la simpatia degli interpreti e qualche battuta davvero divertente

Lo chiamavano Tresette
... giocava sempre col morto
Italia 1973
Regia: Giuliano Carnimeo
Musiche Bruno Nicolai
con
George Hilton: Tresette
Umberto D'Orsi: McPearson il banchiere
Chris Huerta: Bamby
Dante Cleri: il sindaco
Evelyn Stewart: Miss Marlene
Tony Norton: Veleno
Nello Pazzafini: Aureola Joe
Rosalba Neri: Concettina
Sal Borgese: Salvatore
Furio Meniconi: capo banda cugini Menoni
Pietro Ceccarelli: capo banda dei Pelati
Fortunato Arena: Urango zio dei cugini
Goffredo Unger: vero sceriffo
Claudio Ruffini: scagnozzo

Commenti

  1. Mai sentito...certo che il titolo la dice lunga.... :-)

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