Johnny West il mancino


J ohnny West, pistolero mezzo sangue, noto anche come Johnny Cherokee, abilissimo nell'estrarre la pistola con la mano sinistra è incolpato ingiustamente di una rapina ai danni di una banca e messo in carcere in attesa di processo. In realtà nel paese spadroneggia la banda dei fratelli Jefferson che dietro il paravento della Monrose, una società con fini caritatevoli, sta depredando proprietà minerarie costringendo i malcapitati a cederne il possesso con un testamento in apparenza volontario a favore della loro compagnia. Johnny è l'unico che può contrastarli e per questo è stato incastrato con un'accusa di omicidio e rapina da loro stessi eseguiti. Grazie alla collaborazione di un simpatico terzetto di venditori ambulanti, riuscirà a dimostrare la propria innocenza e regolare i conti con i Jefferson in un finale altamente pirotecnico.
Stavolta Gianfranco Parolini mette insieme un prodotto con tutti gli ingredienti giusti ad iniziare dalla polvere dei favolosi esterni spagnoli di Colmenar Viejo che con i giusti tagli ricordano in alcuni frangenti i ben più affascinanti e mitici paesaggi dell'Arizona. Buoni anche gli interni e considerato poi l'esordio del regista nel genere che affronterà a più riprese in seguito, è un risultato più che dignitoso. L'unico appunto riguarda il protagonista Mimmo Palmara, tanto  prestante nel genere peplum quanto inespressivo in un ruolo che lo vede nettamente sovrastato da un terzetto di caratteristi che gli rubano spesso e volentieri la scena, allentando la tensione con siparietti comici di assoluto pregio. Le bisbocce tra il Signor McCoy e il Signor Trent, come amano rispettosamente chiamarsi, pur menandosi ad ogni occasione in virtù di un passato da pugili e una non ben definita prevalenza dell'uno sull'altro, sono di gran spessore oltre che divertenti, surclassando inevitabilmente quello che dai titoli doveva essere il protagonista assoluto. Come al solito bravissimo Roberto Camardiel nel ruolo a lui congeniale dell'ubriacone Dusty a cui presta la voce niente meno che Lauro Gazzolo. E a proposito di doppiatori, pur essendo un film di secondo piano, un B-Movie, si riconosce anche la voce stupenda di Gualtiero De Angelis. Per finire una caterva di pseudo caratterizza i nomi di molti degli interpreti a cominciare da Dick Palmer il protagonista, per passare a Mike Anthony che impersona entrambi i fratelli Jefferson, a Bob Felton e a Diana Garson l'italianissima Dada Gallotti. Anche Spartaco Conversi, la faccia più messicana dei nostri caratteristi, si spaccia per tale Spanny Convery denotando una fantasia senza limiti e per fortuna che, stando ai titoli, il regista stavolta usa il suo nome reale, privandoci del classico Frank Kramer. Il maestro Angelo Francesco Lavagnino cura da par suo le musiche e il tema di fondo è cantato da Katyna Ranieri ... Cherokee is your face ...
Johnny West il mancino
Italia, Spagna, Francia 1965
Regia: Gianfranco Parolini
Musiche Angelo Francesco Lavagnino
con
Mimmo Palmara: Jonny West
Adriano Micantoni: Fred e Chris Jefferson
Roberto Camardiel: Dusty
Roger Delaporte: Don Trent
André Bollet: Brad McCoy
Mara Cruz: Juanita
Dada Gallotti: Ginger
Barta Barri: Sceriffo
Spartaco Conversi: Jeff
Roberto Robles: Jimmy

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