I giustizieri del West


H oward Nightingale, commissario federale e sceriffo, con forti ambizioni politiche, ha addestrato una squadra di sei uomini per dare la caccia ai malviventi ancora a piede libero e garantirsi così l'elezione a senatore dello stato del Texas. Oltre alla "posse" di uomini, dispone di un treno messogli a disposizione dalla compagnia ferroviaria, col quale si sposta agevolmente, munito di ogni comfort, con cavalli al seguito in un apposito vagone e l'immancabile fotografo per immortalare ogni sua impresa. Gli rimane da catturare il più pericoloso dei delinquenti ancora in circolazione, quel Jack Strawhorn, la cui banda è stata annientata in un'imboscata dove lui è stato l'unico a salvarsi e squagliarsela. Ma ormai li ha sul collo e Nightingale riesce a catturarlo dopo che i suoi uomini hanno eliminato una banda raccogliticcia di balordi, messi insieme all'ultimo momento da Jack, per cercare di contrastare i suoi inseguitori. Nel villaggio dove Jack ha da poco ucciso lo sceriffo, Nightingale e i suoi vengono acclamati dalla folla che inveisce contro il bandito, prontamente placata dall'uomo che la sera stessa, organizza un bel comizio e assapora la gloria e la certezza ormai assoluta di essere eletto. Non ha fatto i conti con l'astuzia di Jack, che durante il trasporto in treno riesce a fuggire attirandosi gli inseguitori, per poi prendere possesso del treno abbandonato e farsi inseguire in retromarcia fino alla città da dove erano partiti. In più è riuscito a prendere in ostaggio e ammanettare il grande Howard Nightingale che non è particolarmente felice di farsi vedere in quello stato dai suoi elettori. Dopo essersi barricato in una camera d'albergo, attende l'arrivo dei suoi uomini e impone loro di prendere tutto il denaro disponibile in città, facendoselo consegnare anche con la forza se necessario, per salvare la vita al loro capo. Poi con una mossa a sorpresa lo divide con quegli uomini, giocando sulle loro preoccupazioni per il futuro una volta che Nightingale fosse stato eletto. Così tanti soldi non li avrebbero mai visti lavorando per lui e chissà chi dopo di lui. Pertanto in uno dei finali più inconsueti del cinema western - del resto la frase in inglese sulla locandina era più che eloquente:
Posse begins like most Westerns. It ends like none of them. It will knock you off your horse. - li vediamo abbandonare Howard Nightingale schiumante rabbia, per passare nelle file del nuovo capo Jack Strawhorn e darsi alla macchia.
Il potere del denaro e l'ambizione politica, mirabilmente rappresentati da  Kirk Douglas che dirige e produce questo interessante western, ritagliandosi una parte da interprete di grande spessore recitativo alla soglia dei 60 anni. Buono il cast e ottime le location nei pressi di Tucson in Arizona.

Posse
Stati Uniti 1975
Regia: Kirk Douglas
Musiche Maurice Jarre
con
Kirk Douglas: Howard Nightingale
Bruce Dern: Jack Strawhorn
Bo Hopkins: Wesley
James Stacy: Harold Hellman
Luke Askew: Krag
David Canary: Pensteman
Alfonso Arau: Pepe
Katherine Woodville: Mrs. Cooper
Mark Roberts: Mr. Cooper
Beth Brickell: Carla Ross
Dick O'Neill: Wiley
William H. Burton: McCanless
Louie Elias: Rains
Gus Greymountain: Reyno
Allan Warnick: telegrafista
Jess Riggle: Hunsinger
Melody Thomas Scott: Laurie
Stephanie Steele: Amy

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