Cane di paglia


D avid, un mite professore di matematica, si trasferisce nel paese originario della moglie Amy, per completare una sua importante ricerca finanziata negli Stati Uniti con una borsa di studio. Quello che dovrebbe essere un tranquillo posto  nella campagna inglese, si rivela essere luogo insidioso, pieno di pregiudizi e di teppisti insospettabili. Come quei ragazzi che ha assunto come carpentieri, per sistemare il tetto del garage nella villa affittata e isolata in mezzo alla brughiera. Charlie, uno di loro, ha avuto in passato una breve relazione adolescenziale con Amy e oggi è attratto dalla donna, che dal canto suo in qualche modo stuzzica la bramosia sua e degli altri col risultato che suo marito diventa in breve tempo lo zimbello del paese. L' "americano" diviene oggetto di divertenti scherzi quando pesanti allusioni o concrete minacce, come quando rinviene il loro gatto impiccato nell'armadio. A nulla valgono le suppliche della moglie di tornarsene in America o di affrontare da uomo quei giovinastri ormai troppo spavaldi e pericolosi. Al punto che la violentano in casa approfittando dell'assenza del marito, allontanato con la scusa di portarlo a caccia con loro e abbandonato nei campi. Ma nemmeno questo fatto, tra l'altro taciuto dalla moglie, riesce a fargli cambiare idea. Però la violenza è pronta ad esplodere in quell'esile e timido uomo come fuoco che d'improvviso divampa da sotto la cenere. Di notte, quando soccorre un povero demente del paese, dopo averlo investito con l'auto e portato a casa sua, avverte telefonicamente il proprietario del pub di mandare un medico. Ma si vede arrivare quei giovani ubriachi fradici e il loro corpulento zio armato di fucile, che gli intima di consegnargli quel balordo reo di essere uscito con la giovane figlia. A quel punto David reagisce, non come avrebbe voluto sua moglie quando ne era il caso, tanto che lo prega di dargli quell'uomo per evitare loro guai maggiori. Sordo alle sue suppliche, David si barrica in casa, un luogo che adesso deve difendere a prezzo della vita da quell'assurdo assalto che sta subendo. E come un leone in gabbia risponde agli sghignazzi dei giovinastri ubriachi e ai loro tentativi di effrazione, con lucida determinazione e ostinata volontà, tanto da ucciderli ad uno con mezzi di fortuna o in furibonde lotte all'ultimo sangue. Tutt'intorno a lui e sua moglie è devastazione, sangue e morte.
Sam Peckinpah centra il tema della violenza che pervade tutto il film, per dimostrare che nessuno accetta passivamente il proprio destino, neanche un uomo di buone maniere e cultura può restare impassibile di fronte alla violenza più irrazionale. Alla fine nessuno è un cane di paglia e tantomeno un grande Dustin Hoffman capace di dimostrare sullo schermo quanto sia infiammabile. La paglia.

Straw Dogs
USA 1971
Regia: Sam Peckinpah
Musiche    Jerry Fielding
con
Dustin Hoffman: David Sumner
Susan George: Amy Sumner
Peter Vaughan: Tom Hedden
T.P. McKenna: Maggiore John Scott
Colin Welland: Reverendo Barney Hood
David Warner: Henry Niles
Del Henney: Charlie Venner
Jim Norton: Chris Cawsey
Donald Webster: Riddaway
Ken Hutchison: Scott
Sally Thomsett: Janice Hedden
Peter Arne: John Niles
Len Jones: Bobby Hedden

Commenti

  1. Bel film...
    ...partenza lenta, descrittiva, per introdurre luogo e protagonista, anche lui (Hoffman nei panni del professore di matematica) riflessivo e mite...per buona parte il film, mantiene un ritmo lento, in cui gli eventi si susseguono senza accavallarsi trasmettendo allo spettatore l'idea di un luogo ameno (il piccolo paesino inglese). Invece poi il film accelera il ritmo in un climax di eventi e violenza che terminerà in un grande massacro...come ha sottolineato giustamente Tex: "nessuno è un cane di paglia", anzi l'uomo più mite è spesso l'uomo più pericoloso quando la sua rabbia è fuori controllo.

    Film da vedere....

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