Duello sulla Sierra Madre


C laire, è stata citata come teste d'accusa contro Gibson, un potente boss della malavita americana con il quale aveva avuto una breve relazione sentimentale e dal quale è scappata per rifugiarsi in Messico. Sulle sue tracce viene mandato lo spietato killer Gordon che a sua volta è innamorato della donna e sarebbe disposto a fuggire con lei, fregandosene del capo e dei suoi problemi con la legge. E' freddo e risoluto ad eliminare tutti quanti si possano frapporre tra lui e il suo sogno morboso. Anche Russ Lambert, un pugile famoso in tournee in Messico e che ha allacciato un rapporto con la donna, non gli fa paura. Del resto come lui dice "i cimiteri sono pieni di gente robusta". Dal canto suo Lambert è ossessionato per avere ucciso sul ring un avversario con il suo micidiale destro e tira a campare usando solo il sinistro, anche se questo vuol dire solo vittorie risicate ai punti e a nulla valgono gli incitamenti del suo manager ad usare entrambi i pugni, perchè quell'episodio è solo un incidente di percorso come tanti altri simili nel mondo del pugilato. Claire, avvicinata dal sicario e consapevole dei suoi metodi brutali, per scongiurare che Lambert, che ormai ama perdutamente, venga ucciso da Gordon, inscena la fine del loro rapporto promettendo al sicario di fuggire con lui. Per Lambert è evidente che si tratta di una scusa mal recitata e appreso il vero motivo, non esita ad affrontare il pericoloso individuo. Non è un ring, lo scenario del loro scontro, ma il ben più insolito e drammatico tetto di una cabinovia bloccata su un pauroso baratro e con il cavo di sostegno che lentamente si sfilaccia. Stavolta Lambert non si fa scrupoli di usare il destro e, disarmato il sicario, lo colpisce con un terrificante uppercut al mento facendolo volare nell'abisso. Poi con un paio di carrelli di soccorso a mano riesce a evacuare tutti i passeggeri un attimo prima che la cabina precipiti nel vuoto. Abbracciato stretto alla sua Claire, scende per inerzia verso la stazione e una nuova vita.
Avventura tinta di noir con ottimi interpreti e uno splendido scenario messicano anche se da archetipo hollywoodiano.
Second Chance
USA 1953
Regia: Rudolph Maté
con
Robert Mitchum: Russ Lambert
Linda Darnell: Clare Shepperd alias Clare Sinclair
Jack Palance: Cappy Gordon
Sandro Giglio: Conduttore cabinovia
Rodolfo Hoyos Jr.: Vasco
Reginald Sheffield: Mr. Woburn
Margaret Brewster: Mrs. Woburn
Roy Roberts: Charley Malloy
Salvador Baguez: Ufficiale di polizia Hernandez
Abel Fernandez: Rivera
Maurice Jara: Fernando
Judy Walsh: Maria
Dan Seymour: Felipe
Fortunio Bonanova: Mandy
Milburn Stone: Edward Dawson

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