Il Leone di San Marco


N el XVII secolo, Venezia è impegnata con il suo esercito nella lunga ed estenuante guerra contro i Turchi e la città è difesa da truppe mercenarie tedesche al comando del Capitano Ostenburg. Questi tuttavia non riesce a fronteggiare le continue scorrerie dei pirati Uscocchi che infestano l'Adriatico e che arrivano perfino a depredare impunemente gli invitati al ballo del fidanzamento ufficiale del figlio del Doge. Manrico è l'unico figlio rimastogli, dopo che il più grande è morto combattendo contro i Turchi. Per questo gli ha vietato, pur essendo un giovane aitante e abile nell'uso delle armi, di prendere parte a duelli o missioni militari. Del resto è fatto divieto a chiunque a Venezia eccezion fatta per i mercenari pagati proprio per questo. Per Manrico il padre ha scelto il matrimonio con la ricca Isabella e un futuro da ambasciatore alla corte del re di Francia, dove la futura sposa sogna di sfoggiare abiti per tutte le occasioni mentre il maritino sarà al sicuro da guerre e briganti. Ma Manrico è uomo d'azione e teme più il futuro che gli si prospetta che le lame dei terribili pirati. Per questo organizza un manipolo di Veneziani stanchi delle razzie e desiderosi di combattere e con l'aiuto del fido Giandolo, amico d'infanzia e reduce da Cipro dove ha combattuto eroicamente, si pone a capo indossando un costume nero con sul petto un Leone dorato, simbolo di Venezia. Questo sarà il suo nome, il Leone di San Marco, e presto incuterà paura nei pirati e ammirazione nella popolazione. Le sue gesta, tuttavia malviste dal Doge e dal comandante Ostenburg, che si sente irriso e defraudato del suo compito, lo portano a continui successi e a scoprire l'amore vero in Rossana, un'indomita pirata che da sempre affianca Titta, capo dei pirati, in tutte le più pericolose incursioni.
Manrico la ama ed è ricambiato pur con qualche contrasto dovuto alle origini così diverse di entrambi e poco conta che Isabella soffra e si strugga per il perduto amore. Per lei ne è tuttavia pronto uno nuovo all'orizzonte in Giandolo, segretamente invaghito di lei fin da bambina. All'assedio finale del covo dei pirati, un castello sul mare in prossimità di Ragusa, partecipa anche lo zio di Manrico, Gualtiero, che contro la volontà del nipote si era segretamente aggregato e che risulterà decisivo nel far prendere a Rossana la giusta parte in campo. Lei fa saltare una parete dei bastoni e consente l'ingresso dei Veneziani che ribaltano la situazione a loro favore. Naturalmente Ostenburg e i suoi mercenari arrivano dopo i fuochi come suol dirsi. E' tempo di togliere la maschera e di chiedere al Doge padre la benedizione per quel matrimonio. La riluttanza circa lo stato di ex-pirata di Rossana viene meno quando lo zio Gualtiero, scapolo impenitente, adotta la giovane rendendola all'istante nobile e quindi coniugabile. Al soddisfatto cognato Doge regala una perla di saggezza dicendogli: "Siamo stati cognati, adesso suoceri e in futuro nonni".
Un bel film con lo scenario stupendo di Venezia e interni ben curati oltre a un cast che annovera l'erculeo Gordon Scott, interprete di tanti peplum nostrani e la stupenda Gianna Maria Canale più bella e coraggiosa che mai.
Il Leone di San Marco
Italia 1964
Regia: Luigi Capuano
Musiche Carlo Rustichelli
con
Gordon Scott: Manrico Venier
Gianna Maria Canale: Rossana
Franca Bettoia: Isabella
Rick Battaglia: Giandolo
Alberto Farnese: Titta
Giulio Marchetti: Gualtiero
Mirko Ellis: Civetta
Franco Fantasia: Vipera
Feodor Chaliapin Jr.: il Doge
John Bartha: Conte Fieschi
Giulio Maculani: Capitano Ostenburg

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