Da Berlino l'apocalisse


L a Berlino cupa della guerra fredda, del muro della vergogna, che la DDR enfatizzava come "barriera di protezione antifascista", fa da sfondo a questo discreto film di spionaggio italiano. L'agente francese Julien Saint-Dominique viene contattato dal collega Felix che deve rivelargli importanti scoperte fatte, ma il loro incontro è di brevissima durata perché Felix viene centrato da un cecchino e precipita nelle acque limacciose del canale dove il suo corpo non verrà più ritrovato. Così Julien si mette in moto per capire cosa stia succedendo, anche perché uno scienziato col quale dove incontrarsi viene a sua volta rapito da quelli che sembrano agenti dell'Est. La collaborazione con gli agenti americani poi sembra funzionare male, con Steve vecchio agente alcolizzato e arci noto nell'ambiente e la bella ma misteriosa Olivia che è più di intralcio che di aiuto e addirittura sembra fare il doppio gioco. Così è infatti e Julien se ne rende conto quando scopre la misteriosa organizzazione che sta tramando in quel covo di spie che è Berlino. Felix, il suo amico e collega non è morto affatto, è stato un trucco per poter agire indisturbato al soldo di una crescente potenza orientale che vuole approfittare di una nuova guerra tra occidente e oriente filo-sovietico. La miccia è appunto Berlino dove le tensioni sono da sempre spasmodiche e Felix è in grado di decifrare ogni messaggio dei due schieramenti e forte della sua esperienza personale coi cifrari Nato è in grado di far scattare una guerra tra le parti. Allo scopo ha catturato altri colleghi che soggiogati dalla mescalina daranno direttamente ordini ai loro comandi affinché tutto appaia reale e le decisioni pertanto inderogabili. Olivia è con Felix e vorrebbe portare dalla loro parte anche Saint-Dominique per il quale ha anche un debole. Ma l'uomo è risoluto e riesce ad uccidere, questa volta sul serio, l'amico traditore Felix e distruggere il sofisticato macchinario elettronico usato per le intercettazioni. La guerra sull'orlo di scoppiare viene sventata all'ultimo minuto e il mondo può tirare un sospiro di sollievo. Olivia scoperta nel suo doppio gioco anche dal collega Steve, che per non destare sospetti sulla sua attività, fingeva di essere ubriaco, in realtà ha messo insieme un dossier curato nei minimi dettagli sulla collega traditrice per la quale si apriranno le porte del carcere e forse la sedia elettrica. Ma Olivia, con un tacco della scarpetta che è invece una bomba fumogena, svanisce lasciando Steve e Julien con un palmo di naso. Trovata questa che doveva preludere ad una seconda puntata che non si fece. Peccato perché Olivia è la bellissima e sensuale Margaret Lee e vederla all'opera è sempre un piacere. Meno piacente e per me inadatto al ruolo è Roger Hanin, anche se nelle scene d'azione, poche per la verità, se la cava discretamente. Buone le musiche del maestro Nicolai e discreta la regia con esterni che denotano investimenti di una certa portata. Oltre a Berlino e Parigi si possono ammirare le stupende piramidi Azteche di Città del Messico dove la vicenda si sposta a metà film. C'è anche Ugo Pagliai nel cast ma si deve aspettare la fine per vederlo all'opera pochi secondi.
Da Berlino l'apocalisse
Italia 1967
Regia: Mario Maffei
Musiche Bruno Nicolai
con
Roger Hanin: Julien Saint-Dominique
Margaret Lee: Olivia
Peter Carsten: Günther
Claude Dauphin: Lasalle
Helga Sommerfeld: Ingrid
Ivan Desny: Steve
Brigitte Wentzel: Frida
Ennio Balbo: Papillon
Edy Biagetti: Felix
e con
Jane Massey       
Giovanna Lenzi       
Ugo Pagliai: Tenente russo

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