Zorro e i Tre Moschettieri


N el 1600 tra Francia e Spagna è scoppiata una guerra di confine, una cosa di poco conto che non è mai finita sui libri di storia, per via di una roccaforte situata sui Pirenei che gli Spagnoli non vogliono cedere ai Francesi ritenendola strategica al confine. Stessa cosa pensano gli altri che da tempo la stanno assediando. Per indurre poi gli Spagnoli alla resa ecco che il Cardinal Richelieu fa catturare la nobile Isabella delle Asturie di ritorno dall'Olanda e in transito sul territorio francese. Essendo costei niente meno che cugina prima del Re Filippo, scatena nella corte spagnola un forte risentimento per l’affronto subito oltre ad aver infranto le antiche regole di reciproco rispetto in uso tra famiglie regnanti anche se in guerra tra di loro. Il Conte di Siviglia con slancio ardimentoso e cavalleresco si offre di andare in Francia a liberarla con solo un pugno di uomini al seguito. Ma anche Zorro ha fatto sapere tramite messaggio inviato con mattone-sfonda-vetri che andrà a liberarla. Il Conte e Zorro amano entrambi la giovane ma tra di loro naturalmente non corre buon sangue. L'occasione per chiarirsi avviene subito dopo il confine, quando Zorro tende un'imboscata al gruppo del rivale e dopo averlo disperso si diverte a disarmare il Conte e a firmargli con la famosa ZETA la nobile fronte. Per di più è anche un traditore che aveva preso accordi col Cardinale per riprendersi la giovane in cambio della pianta della fortezza oggetto delle mire francesi e tornare in patria da vero eroe. Zorro spacciandosi per lui riesce ad imbrogliare il Cardinale e a riprendersi Isabella trovando però la fiera resistenza dei Moschettieri posti a guardia della giovane e con i quali aveva stretto amicizia poco prima. Credendolo una spia ingaggiano duello con lui scoprendo ben presto che è altrettanto abile con la spada e una volta chiariti circa la vera missione, lo lasciano scappare coprendogli la fuga. Tuttavia in Spagna il Conte di Siviglia lo ha fatto incastrare con lettere compromettenti del Cardinale Richelieu circa il suo tradimento e coinvolgimento nella presa della fortezza sui Pirenei che nel frattempo è caduta in mano francese. Le prove convincono il Re Filippo che ne decreta la decapitazione. Ma in suo aiuto e fedeli al motto di Tutti per uno e Uno per tutti, giungono dalla Francia i valorosi Moschettieri che salvano Zorro dal patibolo. Smascherato il perfido Conte soccombe in duello contro il suo rivale in amore che può sposare finalmente Isabella con le scuse e la benedizione di Sua Maestà che, colpito dal coraggio e dalla lealtà di quei Moschettieri, li vorrebbe al suo fianco. Ma hanno giurato fedeltà al Re di Francia e dopo i festeggiamenti si commiatano nel tripudio di tutti i presenti.
Un ottimo film, azzardato se vogliamo nell'accostamento dei personaggi, ma in linea con la fantasia dilagante nel cinema italiano di quegli anni. Buono il cast con tanti simpatici caratteristi a fianco degli interpreti. Apprezzabili i costumi, gli interni e gli esterni di vere rocche e le scene di azione con buona abilità nel maneggio delle spade. Nulla da invidiare ai più celebrati cappa e spada di produzione hollywoodiana e dai costi sicuramente più elevati.

Zorro e i Tre Moschettieri
Italia 1963
Regia: Luigi Capuano
Musiche Carlo Savina
con
Gordon Scott: Zorro
Giuseppina Greci: Isabella
Maria Grazia Spina: Manuela
Giacomo Rossi Stuart: Athos
Roberto Risso: Aramis
Livio Lorenzon: Porthos
Franco Fantasia: Conte di Siviglia
Tony Zamperla: D'Artagnan
Gianni Rizzo: Re Filippo
Nerio Bernardi: Cardinale Richelieu
Mario Pisu: Conte di Tequel
Ignazio Leone: Sancho
e con:
Enzo Maggio
Luciano Bonanni
Ignazio Balsamo
Benito Stefanelli
Nando Tamberlani
Ugo Sasso

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