Troppo per vivere… poco per morire


U n colpo da svariati milioni di dollari viene messo a segno a Londra da una banda internazionale eludendo con grande maestria il rigoroso controllo di Scotland Yard. Esso consiste in diverse collezioni di gioielli appartenenti alle più importanti famiglie del mondo e prestati per una sfilata di beneficenza. I preziosi monili indossati da sei splendide modelle avevano fatto passerella nel prestigioso Hotel Ritz dove erano convenute le più alte autorità civili, politiche e del mondo industriale. Grande è lo smacco subito dalla polizia che si mette subito ad indagare affidando il caso al coriaceo ispettore Chandler. Dal canto loro gli uomini della banda agli ordini di Boris si riuniscono in un luogo segreto dove ricevono istruzioni dal loro fantomatico capo per mezzo di un nastro registrato e anche un monito circa la possibilità che tra loro si nasconda un traditore che sarà sua premura scoprire. Costui, Gordon, in poco tempo si svela, quando si reca dal ricettatore che aveva avuto incarico di smontare le pietre e lo uccide rubandole. Le nasconde in una cassetta di sicurezza e dà appuntamento ad una delle sei indossatrici con la quale ha intenzione di fuggire. Tradito da una convivente del ricettatore, che non vista ha spiattellato tutto a Boris, viene rintracciato e gravemente ferito. Nel tentativo di nascondersi va a morire nell'auto di Robert, un giornalista londinese al quale rivela in punto di morte una serie di numeri e una chiave serrata nel pugno. L'ispettore avvertito, interroga il giornalista che pensando di ricavarci un sensazionale articolo non rivela le ultime parole del morto e tantomeno di avere una chiave. La polizia ha dei sospetti su due ragazze che hanno partecipato alla sfilata e che dalle riprese danno l'impressione di essere interessate o impressionate da qualcosa che le circonda. Ma una di esse, Katia, in combutta con Gordon è stata uccisa dalla banda e l'altra, Arabella, riesce momentaneamente ad allontanare i sospetti su di lei. Tuttavia entra con prepotenza nella vita di Robert coinvolgendolo, affiancandolo e a volte ostacolandolo nelle indagini in maniera tale da apparire anch'ella coinvolta con la banda o addirittura da rappresentarne un’altra atta a impossessarsi del bottino della rivale, avvalendosi dell'aiuto di energumeni non meglio identificabili. Ma Robert non molla e nonostante il fermo divieto dell'ispettore a non immischiarsi riesce a risolvere il caso in un finale dal doppio colpo di scena. Chandler è il misterioso capo dell'organizzazione e Arabella è invece una funzionaria della compagnia dei Lloyd's con la quale i gioielli erano assicurati. Robert ha diritto ad una lauta ricompensa nonché alla notorietà che i suoi articoli sul caso risolto gli porteranno e forse anche all'amore di Arabella.
Un buon giallo con ottimi interpreti, girato nei luoghi reali dove svolgeva il suo lavoro la prestigiosa Scotland Yard negli anni '60 e che viene debitamente ringraziata per l'ospitalità nei crediti finali. Claudio Brook, il fantastico Simon del desierto, uno dei capolavori di Luis Buñuel è uno scanzonato giornalista ma ostinato e cocciuto a risolvere il caso tanto da incassare con disinvoltura botte e tradimenti. Stupenda Daniela Bianchi che da sola vale il prezzo del biglietto e con Stefania Careddu costituiva al tempo una coppia da sogno per noi maschietti. E qualora non bastasse anche le grazie di una giovanissima ma facilmente riconoscibile Tina Aumont. Nutrito il novero dei caratteristi e una particolare menzione a Sidney Chaplin, figlio di Charlie e Lita Grey, qui nel convincente ruolo di un bieco poliziotto.

Troppo per vivere… poco per morire
Italia 1967
Regia: Michele Lupo
Musiche Francesco De Masi
con
Claudio Brook: Robert
Daniela Bianchi: Arabella
Stefania Careddu: Katia
Jess Hahn: Boris
Sidney Chaplin: ispettore Chandler
Yves Vincent: Felton
Paolo Gozlino: Gordon
Harriet Medin White: assistente del medico
Nazzareno Zamperla: Flash
Jacques Herlin: attore
Yuma Gonzales: amante smontatore di gioielli
Anthony Dawson: dottor Evans
Andrea Bosic: il diplomatico
Tina Aumont: Dolly
Raymond Bussieres: conduttore del treno
George Wang: Chang
e con
Claudio Ruffini: scagnozzo
Goffredo Unger: scagnozzo
Gino Turini: scagnozzo
Pietro Ceccarelli: agente Lloyd's
Guido Lollobrigida: agente Lloyd's

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