Nessuna pietà per Ulzana


I l Generale Sheridan diceva che se l'Inferno e l'Arizona fossero stati suoi, avrebbe abitato all'Inferno e affittato l'Arizona. O forse lo diceva del Texas secondo alcuni. Sta di fatto che con Ulzana libero adesso l'Arizona è un territorio estremamente ostile e pericoloso. Fuggito dalla riserva di San Carlos con un gruppetto imprecisato di fedeli guerrieri sta mettendo in seria apprensione il comandante di Fort Lowell, che non conoscendone il numero e tantomeno le abitudini affida all'esperto scout McIntosh il compito di rintracciarlo e riportarlo in riserva vivo o morto. Aiutato dal fedele Ke-Ni-Tay, guida apache e cognato di Ulzana avendo sposato due sorelle, si mette in marcia con il giovane tenente DeBuin al comando di un drappello di cavalleggeri equipaggiati per una missione di dieci giorni anche se secondo McIntosh non saranno sufficienti. Ma così vuole il comandante del forte che ha anche inviato alcuni uomini ad avvertire le fattorie più isolate del pericolo incombente. Mossa che purtroppo non sortisce gli effetti sperati ma solo la morte dei malcapitati dopo essere stati brutalmente torturati. E stessa sorte tocca anche ad alcune famiglie di coloni. Inizia così un gioco di astuzia volto a non commettere il primo errore. Chi sbaglia per primo è spacciato e questo lo sa bene McIntosh e altrettanto Ulzana che gioca alcune carte per risparmiare i cavalli nell'infuocato terreno, mossa però che viene prevista e presto ritorta contro di lui. McIntosh intercetta i cavalli affidati a due Apache e li disperde uccidendo il piccolo figlio di Ulzana e ferendo gravemente l'altro che si rintana tra le rocce dove probabilmente morirà dissanguato. Il resto dei soldati lo raggiunge e si studia un piano per attirare Ulzana in un tranello bisognoso di rimediare cavalli. Ma gli Apache sono estremamente risoluti e capaci di vivere nelle condizioni più estreme e per gli uomini di McIntosh sarà completa disfatta con lui stesso ferito gravemente. Tuttavia l'arrivo dell'altro gruppo del tenente DeBuin riesce ad eliminare i restanti guerrieri stanchi e decimati dal primo scontro. Ulzana tenta la fuga ma si deve arrendere al tenace Ke-Ni-Tay che lo raggiunge e lo uccide dopo avergli lasciato il tempo di invocare il Grande Spirito. McIntosh sa di non potercela fare e basta solo uno sguardo di intesa col suo fedele Ke-Ni-Tay affinché lo lasci lì a morire nel luogo dove giace il feroce Ulzana.
Un ottimo western dove la figura degli Apache, siano essi guide al servizio dell'uomo bianco o guerrieri, è legata al loro voler trarre la forza dagli uomini uccidendoli e seviziandoli e tanto più dura la loro agonia tanto più la forza passa in loro. Come il fuoco che più dura a lungo e più riscalda. A questo si contrappone la lucida analisi del vecchio scout McIntosh che contrariamente agli altri non si sente di odiarli: "E' come odiare il deserto perchè non vi è acqua". Grandi interpreti, su tutti il crepuscolare Burt Lancaster, e stupendi paesaggi da Nogales e Coronado in Arizona, alla Valle del Fuoco in Nevada.

Ulzana's Raid
USA 1972
Regia: Robert Aldrich
Musiche Frank De Vol
con
Burt Lancaster: McIntosh
Bruce Davison: Tenente Garnett DeBuin
Jorge Luke: Ke-Ni-Tay
Richard Jaeckel: Sergente Burns
Joaquín Martínez: Ulzana
Lloyd Bochner: Capitano Charles Gates
Karl Swenson: Willy Rukeyser
Douglass Watson: Maggiore Cartwright
Dran Hamilton: Mrs. Riordan
John Pearce: Caporale
Gladys Holland: Mrs. Rukeyser
Margaret Fairchild: Mrs. Abbie Ginsford
Aimée Eccles: donna indiana di McIntosh

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