Lo Sceicco Bianco


I l primo film di Fellini come il primo amore non si scorda mai. E' il suo biglietto da visita con il quale si presenta e ci mette in mostra quello che è e sarà il suo cinema per i quarant'anni a venire e che ne diventerà un emblema. Da subito appare evidente la sua volontà di irridere un certo mondo fatto di mediocri, dagli arrivisti senza scrupoli ai sempliciotti che pur godendo dell'attimo di notorietà e successo momentaneo non si rendono conto della loro pochezza. Tuttavia Fellini è anche indulgente e comprensivo e mai trascende da un’ efficace ma misurata satira sociale. Qui due sposini in viaggio di nozze a Roma sono i protagonisti di una storia divertente e se vissuta, immedesimandosi nelle persone e nell'epoca, assolutamente coinvolgente e surreale. Appena arrivati in albergo, Wanda, la mogliettina ingenua e illibata, gran divoratrice di fotoromanzi le cui storie la appassionano e popolano il suo mondo di fantasia ben diverso da quello della sua realtà dove gli uomini non sanno mettere due parole in fila, approfittando di un pisolino del marito Ivan, si reca in una vicina casa editrice dove conta di incontrare il suo eroe del fotoromanzo preferito: lo Sceicco Bianco. Lei conosce tutti i personaggi della novella e nutre un affetto particolare per il protagonista al quale ha scritto ben tre lettere ricevendo una promessa di incontro in caso di passaggio a Roma. Gli ha portato pure un suo disegno che lo ritrae nel classico costume da scena. Ma non c’è tempo ché tutti debbono partire per Fregene dove gireranno un episodio lungo il litorale. Wanda si ritrova arruolata nella confusione generale e vestita da odalisca, dopo aver conosciuto personalmente il suo Sceicco ottiene di prender parte da protagonista ad alcune scene. Nel frattempo il maritino Ivan sveglio e preoccupato della sua scomparsa anche per aver trovato e letto una sua lettera al fantomatico Sceicco Bianco, si è messo a cercarla e al tempo stesso deve escogitare mille scuse circa una sua indisposizione ai parenti romani accorsi in albergo come da programma della luna di miele. Oltre alle consuete visite ai monumenti è prevista pure un'udienza dal Papa in persona e qui Leopoldo Trieste dà ampio sfoggio di grande recitazione interpretando gli stati d'animo più svariati dovendo passare rapidamente dall'apprensione più angosciosa alla dissimulazione immediata della medesima verso i parenti ansiosi di conoscere la sposina. Dal canto suo lo Sceicco Bianco, uno strabordante Alberto Sordi, sta per approfittare della sua bambola appassionata nella confusione generale, che una troupe di variegata umanità sa creare agli ordini di un regista che non  riesce a mantenere la disciplina. Ma lo Sceicco è nella realtà un qualunque Fernando Rivoli, con una moglie, Rita, arcigna, gelosa e manesca che lo mette subito in riga portandoselo a casa in Lambretta e non prima di aver allungato due ceffoni alla svergognata. Wanda rimasta sola e scioccata fa il suo mesto rientro a Roma in una serata che le riempie il cuore di angoscia pensando di aver leso l'onore del marito. Tenta pertanto il suicidio in un palmo d'acqua del Tevere ma viene notata e condotta in ospedale da un tizio, un fiumarolo, che avverte anche la polizia. Già messa in allerta dal marito può contattarlo quando ormai il poveretto pensava fosse tutto finito e irreparabile. Seduto e sconsolato su una fontana, in una Roma notturna e silenziosa, aveva avuto il conforto umano di due prostitute alle quali aveva confidato il fattaccio. Cabiria, Giulietta Masina, è tra le due la più sensibile ai problemi dell'uomo e fornirà lo spunto a Fellini per riprendere il suo personaggio nello splendido Le notti di Cabiria cinque anni dopo. Ma ora sa che lei è viva e corre a recuperarla in ospedale portandole i vestiti e invitandola fermamente a sbrigarsi che il Papa non può attendere. Avranno modo di chiarirsi nei giorni a venire. Finalmente la coppia raggiunge i parenti in Piazza San Pietro giusto in tempo per l'udienza e c'è n’è poco per gli abbracci e le presentazioni ché il Papa non aspetta. Sottobraccio al marito, con i parenti al seguito, gli sussurra che nulla è successo e che è pronta e ancora illibata per concedersi a lui, il suo vero Sceicco Bianco. La parola fine arriva con le inquadrature delle statue sul colonnato del Bernini con l’ immortale colonna sonora del Maestro Nino Rota.

Lo Sceicco Bianco
Italia 1952
Regia: Federico Fellini
Musiche Nino Rota
con
Alberto Sordi: Fernando Rivoli
Brunella Bovo: Wanda Cavalli
Leopoldo Trieste: Ivan Cavalli
Enzo Maggio: Furio
Ernesto Almirante: il regista di fotoromanzi
Fanny Marchiò: Marilena Vellardi
Gina Mascetti: Rita, moglie di Fernando
Giulio Moreschi: il portiere d'albergo
Ugo Attanasio: lo zio di Ivan
Jole Silvani: Assunta
Antonio Acqua: il commissario
Giulietta Masina: Cabiria
Lilia Landi: Felga

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