La fiamma del peccato

C apolavoro del cinema di tutti i tempi e uno dei migliori in assoluto del genere noir. Ammaliato dall'avvenenza di Phyllis Dietrichson, un agente assicurativo dalla vita piuttosto lineare e ripetitiva, Walter Neff, entra in un turbine di passione che lo travolgerà drammaticamente. Stregato dalla sensualità della donna, maledetta fu quella catenella alla sua caviglia che gli riflesse la luce agli occhi e scatenò la sua cupidigia, diviene in breve il suo strumento per eliminare il ricco e dispotico marito. Il piano è ben studiato, del resto Neff conosce tutti i segreti delle compagnie di assicurazione e le loro storie in caso di pagamento di premi consistenti. Esso prevede la firma di una polizza sulla vita del marito con premio a favore della donna e in caso di morte rara addirittura doppio, da cui il titolo inglese del film "doppio indennizzo". L'uomo ucciso da Neff viene portato sui binari dopo che lo stesso Neff con un abile travestimento nei panni della vittima e accompagnato dalla moglie era salito sul treno per un viaggio di affari. Neff non visto era sceso e il cadavere dell'uomo con l'osso del collo spezzato, lasciato sui binari. Il verbale della polizia parlava chiaro, l'uomo era caduto accidentalmente dalla piattaforma dell'ultimo vagone del convoglio, adibita a luogo per fumatori. Del resto poco prima era stato visto pure da un passeggero che era lì a fumare e col quale aveva avuto un breve dialogo anche se di spalle. Non resta che aspettare e soprattutto non commettere passi falsi. Quindi niente telefonate o incontri per non destare sospetti in quello che ormai sembra essere un delitto perfetto, tutto è andato come previsto. Lo stesso Neff è riuscito a crearsi un alibi di ferro facendo credere di non essersi mai mosso di casa la sera del fattaccio grazie a testimoni del palazzo dove abita. L'unico che può mandare tutto all'aria è il suo collega ed amico Barton Keyes, un vero mastino che non molla la presa quando capisce di essere sulla pista giusta e un ottimo segugio nel fiutarla. Questo grazie ad anni di mestiere e tentativi di truffa di ogni genere risolti brillantemente. Bisogna esser cauti e mantenere i nervi saldi, del resto con Phyllis erano pronti e risoluti ad andare avanti e fino in fondo. Ma lei si rivela non essere la donna maltrattata da un crudele marito come lui credeva, bensì una perfida e crudele arrivista e profittatrice, che aveva addirittura fatto morire la moglie dell'uomo che aveva poi sposato, dopo essere stata assunta come infermiera della donna malata di polmonite. Del resto lei stessa in un drammatico faccia a faccia finale rinfaccia a Neff di non averlo mai amato e di essere "guasta dentro". Nel tragico epilogo ferisce mortalmente Neff prima di venire uccisa e l'uomo moribondo va a morire in ufficio tra le braccia dell'amico Keyes in un toccante e indimenticabile ultimo saluto. Lui pur avendo capito la dinamica del fatto aveva scagionato Neff nel primo rapporto che aveva steso dal suo ufficio sinistri. Aveva cercato lontano ciò che gli era vicino, anzi intimo.
Straordinari interpreti con Edward G. Robinson su tutti. Quel modo di gesticolare unito all'inseparabile sigaro da ciancicare e accendere rimangono per sempre nella memoria dello spettatore come caratteristiche uniche di un grande del cinema.

Double Indemnity

Stati Uniti 1944
Regia: Billy Wilder
Musiche Miklos Rozsa
con
Fred MacMurray: Walter Neff
Barbara Stanwyck: Phyllis Dietrichson
Edward G. Robinson: Barton Keyes
Jean Heather: Lola Dietrichson
Tom Powers: Mr. Dietrichson
Byron Barr: Nino Zachetti
Richard Gaines: Edward S. Norton Jr.
Porter Hall: Mr. Jackson
John Philliber: Joe Peters
Fortunio Bonanova: Sam Garlopis

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